PERMESSI PER ALLATTAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

PERMESSI PER ALLATTAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

PERMESSI PER ALLATTAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

La tutela riconosciuta dalla legge alle lavoratrici madri, si inserisce nel complesso di garanzie previste a favore della donna in tema di pari opportunità sul lavoro e di salvaguardia della sua funzione essenziale nella famiglia.

1. TUTELA DELLA MATERNITÀ 

La finalità della normativa in materia è quella di tutelare la maternità sotto tre aspetti:

  • alla lavoratrice madre viene assicurata la permanenza effettiva del rapporto di lavoro e il mantenimento dei propri diritti derivanti dal rapporto stesso;
  • si garantisce alla lavoratrice o al lavoratore che si assentano la sicurezza economica sia durante il periodo di maternità sia per il periodo successivo al rapporto di lavoro attraverso la copertura contributiva ai fini pensionistici;
  • viene protetto il bambino fino a una certa età, oppure nel caso risulti essere portatore di handicap grave.

2. PERMESSI PER ALLATTAMENTO

Oltre ai periodi di astensione obbligatoria e facoltativa, la normativa riconosce alla madre la possibilità di prendersi cura del neonato durante il primo anno di vita, mediante la fruizione di quotidiani permessi di lavoro normalmente denominati “permessi per allattamento”.

Il D.Lgs. n. 151/2001 prevede che il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, la possibilità di usufruire giornalmente di due periodi di riposo, normalmente della durata di un’ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo riconosciuto è solo uno quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.

3. INDICAZIONI MINISTERO E INPS

Il Ministero del Lavoro ha precisato che i riposi orari per allattamento devono essere fissati tassativamente in base a un accordo tra la lavoratrice e il proprio datore di lavoro, oppure mediante l’intervento della DPL

La modulazione temporale dei permessi deve prescindere dalle concrete evenienze attinenti all’orario giornaliero, come precisato dal Ministero Del Lavoro, con lettera n. 4256/1204/10, del 16 maggio 1988.

A tale orientamento ministeriale si è poi adeguato anche l’INPS.

Il Ministero del Lavoro e l’INPS, hanno disciplinato la relazione tra il diritto a fruire dei riposi orari per allattamento e il diritto di sciopero, precisando che:

  • in caso di sciopero che comporti l’astensione dal lavoro per l’intera giornata non spettano alla lavoratrice i riposi giornalieri;
  • in caso di sciopero parziale al quale partecipi la lavoratrice interessata e che comprenda un orario in cui siano inclusi i periodi di riposo in precedenza fissati, i riposi non spetteranno;
  • in caso di sciopero parziale che si svolga in un orario non coincidente con quello fissato per il godimento dei riposi, la lavoratrice avrà diritto ad usufruire dei riposi stessi;
  • in caso di sciopero parziale, concernente un orario che coincida parzialmente con quello fissato per il godimento dei riposi, la lavoratrice avrà diritto ad usufruire di uno solo dei riposi stessi.