PIATTAFORMA DIGITALE DEI BENEFICI ECONOMICI: ECCO DI COSA SI TRATTA

PIATTAFORMA DIGITALE DEI BENEFICI ECONOMICI: ECCO DI COSA SI TRATTA

PIATTAFORMA DIGITALE DEI BENEFICI ECONOMICI: ECCO DI COSA SI TRATTA

La proposta della Pubblica Amministrazione sulla Piattaforma digitale dei benefici economici non convince del tutto il garante della privacy che chiede più garanzie sulla raccolta dei dati sensibili dei cittadini.

Il progetto lanciato dalla Pubblica Amministrazione prevede la creazione di una piattaforma digitale per l’erogazione dei benefici economici concessi dalle amministrazioni pubbliche ai cittadini. L’obiettivo è quello di digitalizzare i pagamenti della PA e consentire un più efficiente controllo della spesa pubblica. Inoltre, tramite la piattaforma, i cittadini potranno accedere in maniera più semplice alle diverse iniziative della PA. Il meccanismo della piattaforma, però, è molto complesso e presenta dei rischi molto elevati per i diritti e le libertà delle persone. Per queste ragioni, il garante ha chiesto di integrare e modificare il testo del decreto dando delle precise condizioni. Considerando il grande numero di informazioni, il garante chiede l’adozione di misure tecniche e organizzative in grado di mitigare i rischi di utilizzi impropri, oltre che di accessi non autorizzati, assicurando che i dati siano trattati solo per l’erogazione dei benefici richiesti. La raccolta dei dati deve avvenire limitatamente a quelli strettamente necessari, senza accentrare i dati delle transazioni commerciali presso PagoPa.

ASCOLTA IL PODCAST!

Il garante della privacy invita a fare particolare attenzione nella raccolta dei dati relativi ai codici merceologici dei beni acquistati, in quanto da questo genere di informazioni possono emergere opinioni politiche, convinzioni religiose, dati genetici, sulla salute o la vita sessuale. La Pubblica Amministrazione deve adottare misure tecniche e organizzative per verificare la titolarità dei conti correnti, considerando che alcuni utenti potrebbero usare la piattaforma per conto di altri, ad esempio nel caso di anziani, minori o persone con disabilità. Infine, il Garante chiede l’individuazione, anche con un successivo atto, dei tempi di conservazione dei dati, differenziati secondo le diverse tipologie e finalità per le quali sono trattati.

Lascia un commento