PROROGA CONTRATTI A TERMINE: FRUIZIONE DELLE FERIE ANCHE NEL PERIODO DI SOSPENSIONE

PROROGA CONTRATTI A TERMINE: FRUIZIONE DELLE FERIE ANCHE NEL PERIODO DI SOSPENSIONE

PROROGA CONTRATTI A TERMINE: FRUIZIONE DELLE FERIE ANCHE NEL PERIODO DI SOSPENSIONE

Nel “periodo di sospensione” vanno compresi sia i periodi di fruizione di un ammortizzatore sociale Covid-19, sia l’inattività del lavoratore in considerazione della sua sospensione dall’attività lavorativa in ragione delle misure di emergenza epidemiologica

La proroga automatica dei contratti a termine scatta anche per i giorni di ferie e non solo per quelli di cassa integrazione e si estende ai rapporti stagionali; è questa la posizione del ministero del Lavoro, espressa con una faq apparsa sul proprio sito internet.

Ricordiamo che è stata disposta la proroga ex lege, indipendentemente dalla volontà delle parti, di tutti i contratti a tempo determinato, anche in somministrazione, per un periodo corrispondente a quello di sospensione della prestazione lavorativa intervenuta nel periodo dell’emergenza epidemiologica.

Il riferimento normativo alla “proroga”, porta a escludere dal campo di applicazione della norma tutti i contratti scaduti al 18 luglio, producendo effetti nei soli riguardi dei contratti stipulati a partire da tale ultima data.

Più problematica è l’applicazione delle disposizioni per i contratti esistenti alla data di entrata in vigore della norma poiché comporta l’obbligo, a spese del datore di lavoro, di mantenimento in vita dei contratti per un periodo pari a quello della sospensione intervenuta (la norma non parla di riduzione oraria); un obbligo, però, che se fosse confermato non terrebbe conto delle effettive esigenze e necessità della produzione che, anzi, potrebbero risultare addirittura incompatibili con la proroga.

Nemmeno potrà farsi neppure affidamento sugli ammortizzatori sociali perché, per come è formulata la disposizione, ogni periodo di sospensione produce un corrispondente periodo di proroga contrattuale con la conseguenza che, più si sospende il rapporto, più lo stesso verrà prorogato di diritto aumentando il costo a carico delle aziende indipendentemente dalla verifica di effettiva utilità delle prestazioni.

Il grado di condizionamento della libertà di iniziativa economica (articolo 41 della Costituzione) e dell’autonomia privata è così rilevante da sollevare per questa norma dubbi in merito alla legittimità costituzionale; infatti, secondo l’articolo della 41 Costituzione, pur nel bilanciamento tra contrapposti interessi, non possono essere imposte all’impresa scelte antieconomiche e, soprattutto non può essere imposto all’azienda di farsi carico di un costo sociale che non è in grado di sopportare.

La norma in questione, quindi, dovrebbe essere interpretata in modo restrittivo. Di conseguenza:

  • in primo luogo, si dovrebbero considerare rilevanti soltanto i periodi di sospensione della prestazione strettamente connessi all’emergenza Covid e non ad assenze per titoli diversi e dovuti per legge (come le ferie).
  •  in secondo luogo, si dovrebbero escludere dall’ambito di applicazione della norma i contratti con causale sostitutiva e stagionali in quanto il termine è strettamente legato sin dall’origine a un presupposto giustificativo che condiziona anche le modalità di impiego del lavoratore.

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