RDC E GREEN PASS: I BENEFICIARI NON PERDERANNO IL SUSSIDIO IN ASSENZA DI CERTIFICAZIONE VERDE

RDC E GREEN PASS: I BENEFICIARI NON PERDERANNO IL SUSSIDIO IN ASSENZA DI CERTIFICAZIONE VERDE

RDC E GREEN PASS: I BENEFICIARI NON PERDERANNO IL SUSSIDIO IN ASSENZA DI CERTIFICAZIONE VERDE

RDC E GREEN PASS: I BENEFICIARI NON PERDERANNO IL SUSSIDIO IN ASSENZA DI CERTIFICAZIONE VERDE


Come già annunciato da settimane, entra oggi in vigore la nuova normativa che impone il Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro, sia nel pubblico che nel privato; difatti nella giornata del 16 Settembre 2021 i due rami del Parlamento hanno propeso per l’obbligatorietà del green pass negli ambienti lavorativi di qualsiasi grado, tipologia ed ambito.

Tale decisione, difatti, è andata a coinvolgere la bellezza di 23 milioni di lavoratori, i quali nell’accesso ai propri luoghi di attività lavorativa dovranno necessariamente esibire la certificazione verde o l’esito negativo di tampone di almeno 48 ore prima, pena il poter incorrere in date sanzioni, quali la sospensione dal posto di lavoro, della retribuzione ed il pagamento di una multa di diverso ammontare; il tutto fino al perdurare dell’emergenza sanitaria, la cui fine, ad oggi, è prevista per il 31 Dicembre 2021.

Se questa è la disciplina prevista per 23 milioni di lavoratori, su tutto il territorio nazionale, diverso è per i beneficiari di RdC: difatti questi sono gli unici a non avere quest’obbligo; sono circa 170 mila gli aventi diritto al sussidio non sono ancora vaccinati. La discrasia si crea nel momento in cui chi percettore di RdC e privo di vaccinazione o tampone negativo, accetta un’offerta di lavoro dopo la giornata di oggi, 15 ottobre: questo non sarà in condizione di poter lavorare perché privo dei requisiti di accesso prima menzionati, non perdendo comunque il RdC.

Difatti, anche se la loro assenza dal lavoro risulterà ingiustificata, non verrà comunque considerata al pari di un rifiuto a lavorare, quindi ciò implicherà per loro la perdita dello stipendio di quel mese.

Inoltre, questa particolare situazione potrebbe danneggiare gravemente le piccole aziende con un numero uguale o inferiore ai 15 dipendenti, per le quali è prevista la possibilità di rimpiazzare i dipendenti
privi di Green Pass per un periodo di tempo limitato (massimo 10 giorni); queste potrebbero ricercare i sostituti proprio tra i beneficiari del Reddito di Cittadinanza, ritenuti
occupabili, mediante l’aiuto dei centri per l’impiego.

Si parla già comunque di una disciplina in arrivo anche per gli aventi diritto al RdC in relazione alla materia del Green pass, al fine di parificare questa discrasia tra i lavoratori pubblici o privati che siano e costoro che, in caso di violazione della normativa, non incorrerebbero in alcun tipo di sanzione, neanche minima, in relazione alla percezione del RdC.

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