RDC E REI: SOSPENSIONE SCADENZE, COMUNICAZIONI E MODELLI

RDC E REI: SOSPENSIONE SCADENZE, COMUNICAZIONI E MODELLI

Per contrastare gli effetti dell’emergenza COVID-19, il Decreto Cura italia ha sospeso dal 23 febbraio fino al 1° giugno, gli obblighi connessi alla fruizione del Reddito di cittadinanza, della Pensione di Cittadinanza e del Reddito di Inclusione.

La disposizione interrompe il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL. In particolare, per quanto riguarda Reddito e Pensione di Cittadinanza, è stata prevista la sospensione degli obblighi di comunicazione previsti per beneficiari. Inoltre, è stato recentemente chiarito che la sospensione interessa anche il Reddito di inclusione e riguarda i termini per comunicare le variazioni del nucleo familiare, dell’attività lavorativa e del patrimoni.

VARIAZIONI DEL NUCLEO FAMILIARE

In genere, i percettori di Reddito e Pensioni di Cittadinanza sono tenuti a dichiarare tutte le modifiche che intervengono in corso di fruizione nel nucleo familiare. Ma, per effetto del decreto Cura Itali, i beneficiari vedono interrotti fino al 1° giugno i termini per presentare la dichiarazione sostitutiva unica (DSU), così pure la nuova domanda di accesso al sostegno e la comunicazione dell’ingresso nel nucleo di detenuti o internati in strutture di cura o di assistenza a carico delle Amministrazioni pubbliche (anche a seguito di dimissione senza giusta causa). Fanno eccezione le dichiarazioni relative a nascite e decessi.

Dunque, se le modifiche sono intervenute prima del 23 febbraio, i termini si arrestano e ripartono dopo il 1° giugno, mentre se sono intervenute durante la fasce di emergenza, il decorso partirà direttamente dalla nuova data. Ricordiamo che tali comunicazioni avrebbero dovuto essere effettuate a pena di perdita del beneficio, e che lo strumento indicato dalla legge è il modulo “SR181”, previsto dal modello Rdc/Pdc-Com Esteso elaborato dall’INPS.

VARIAZIONE ATTIVITÀ LAVORATIVA

Con riguardo alla comunicazione all’INPS (tramite modello SR181), relativa all’inizio di attività lavorativa di uno o più membri del nucleo familiare, Il decreto legge 18/2020 sospende, dal 23 febbraio al 1°giugno, i termini normalmente previsti per non decadere dal beneficio (in caso di sopravvenienza successiva al 23 febbraio i termini iniziano a decorrere dopo la scadenza della sospensione). La proroga riguarda sia i redditi da lavoro autonomo che da lavoro subordinato. Inoltre, se queste ultime attività se sono state avviate nei primi 3 mesi del 2020, la comunicazione del consuntivo dei redditi, originariamente prevista entro 15 giorni dalla chiusura del trimestre, inizierà a decorrere dal termine della sospensione.

VARIAZIONE PATRIMONIALE

L’articolo 34 del Decreto sospende fino al 1°giugno il termine di 15 giorni entro cui comunicare modifiche del patrimonio mobiliare, immobiliare e di altri beni di lunga durata, anche se la variazione è determinata da donazioni o vincite. Analogamente ai casi precedenti, il modello utile previsto in questo caso è il “Rdc/Pdc-Com Esteso”.

REDDITO DI INCLUSIONE (REI)

In ultimo sono sospesi fino al 1° giugno i termini gli adempimenti relativi ai nuclei che percepiscono il Reddito di Inclusione, in particolare:

  • le comunicazioni aventi ad oggetto l’inizio dell’attività lavorativa e i redditi annuali da questa previsti entro 30 giorni dall’articolo 11 del DLGS n. 147/2017;
  • l’obbligo di presentare la dichiarazione sostitutiva unica (DSU) relativa alla variazione del nucleo familiare, in regime di RDI, ad eccezione di sopravvenuti decessi o nuove nascite.

Anche in questo caso i termini sono sospesi fino al 1° giugno, se il decorso era già iniziato, altrimenti i termini scorreranno a partire da tale data.

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