RdC fino a dicembre 2023 per invalidità da 45% a 66%

Per chi ha un’invalidità tra il 45% e il 66%, RdC potrebbe durare fino a dicembre 2023. A confermarlo la nota del Ministero del Lavoro.

RdC fino a dicembre 2023

RdC fino a dicembre 2023

Per chi ha un’invalidità tra il 45% e il 66%, RdC potrebbe durare fino a dicembre 2023. A confermarlo la nota del Ministero del Lavoro.

Come sappiamo, la legge di bilancio e il decreto lavoro avevano stabilito che il Reddito di Cittadinanza sarebbe durato sette mesi nel 2023. Non rientravano in questa regola: le famiglie con minorenni, over 60, persone con disabilità e le persone prese in carico dai servizi sociali.

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Solo che la disabilità presa in considerazione era quella di grado medio ai fini ISEE, che si stabilisce con  un grado di invalidità dal 67% in su. Di conseguenza, sono tagliate fuori le persone con disabilità tra il 45% e il 66%, per due ragioni diverse. La prima, perché la loro disabilità non rientra tra quelle necessarie a far continuare RdC fino a dicembre. La seconda, perché le persone con disabilità dal 45% in su potevano essere esonerate sia dagli obblighi del patto per il lavoro, sia da quelli per l’inclusione sociale. Quindi, prevedono la presa in carico da parte dei servizi sociali. Perciò, a partire da luglio, anche per molti di loro il Reddito di Cittadinanza ha raggiunto il limite dei 7 mesi ed è scattata la sospensione.

La nota del Ministero del Lavoro su RdC fino a dicembre 2023

Ma le cose potrebbero cambiare da ottobre con la nota del Ministero del Lavoro del 29 settembre. Questa nota chiarisce che, in via interpretativa, anche le famiglie che hanno al loro interno persone con un grado di invalidità compreso tra il 45% e il 66% hanno diritto ad essere valutati dai servizi sociali dei comuni. Questo per una eventuale presa in carico che darà la possibilità di continuare a ricevere il Reddito di Cittadinanza fino a dicembre 2023. Indipendentemente dal fatto che abbiano attivato o meno misure di politica attiva del lavoro.

Non solo, la nota specifica anche un’altra cosa. I nuclei familiari che rientrano in questa categoria sono inseriti nella Piattaforma GEPI e avranno la priorità nelle analisi dei servizi sociali. Infatti, le eventuali prese in carico dovranno essere completate entro il 31 ottobre 2023, per far sì che INPS possa proseguire con i pagamenti. E anche perché il 31 ottobre scade il termine delle prese in carico.

Ad ogni modo, dopo l’effettiva presa in carico, per queste persone con disabilità lieve, la fruizione di RdC continuerà con le stesse regole che valgono per gli altri beneficiari presi in carico. Sia in termini di pagamenti, sia in termini di arretrati delle mensilità sospese, sia in termini di Assegno Unico integrato. In previsione, resta poi ancora da chiarire che ne sarà di queste persone a partire dal prossimo anno. Infatti, secondo le attuali regole, come per RdC, resterebbero esclusi anche dall’Assegno di Inclusione. Visto che la loro disabilità non è almeno di grado medio.

Tuttavia, la soluzione a questo dubbio arriverà con il decreto attuativo. Questo dovrà specificare chi si intende, per l’Assegno di Inclusione, quando si parla di persone in condizione di svantaggio nei programmi di cura e assistenza riconosciuti dalla pubblica amministrazione.

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