REDDITO DI CITTADINANZA: IL NUOVO MODELLO DI DOMANDA

REDDITO DI CITTADINANZA: IL NUOVO MODELLO DI DOMANDA

REDDITO DI CITTADINANZA: IL NUOVO MODELLO DI DOMANDA

A partire dal 15 luglio sono entrate a regime alcune delle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2022, di particolare importanza sia per chi vuole accedere alla prestazione sia per chi si troverà a chiedere un rinnovo RdC da qui in avanti.

La novità sicuramente più rilevante è quella che riguarda la DID o meglio, la domanda di RdC equivale automaticamente alla presentazione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro per tutti i membri maggiorenni del nucleo familiare che non sono esclusi dagli obblighi, perché sarà INPS a inviare i dati al posto nostro. Attenzione, esclusi, non esonerati. Ad ogni modo, vale la pena sottolineare che una volta presentata la DID contenuta del modello di Domanda RdC, avremo l’obbligo di dover integrare tutte le informazioni necessarie sia per noi, che per gli altri membri del nucleo familiare dal sito di MyAnpal e questo dovrà essere fatto entro 30 giorni o comunque nei tempi richiesti per la definizione dei patti tute le informazioni necessarie per completare la DID.

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Non solo, all’interno del modello avremo anche la possibilità di dichiarare i membri del nucleo familiare che hanno presentato dimissioni volontarie nei 12 mesi precedenti, oppure che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza, o che sono stati condannati per alcuni dei reati incompatibili con RDC. Questo perché loro non devono essere presi in considerazione nel calcolo dell’RdC, mentre se siamo noi a trovarci in una delle condizioni indicate allora la domanda sarà respinta. Il modello di domanda ci riporta anche all’attenzione la necessità di presentare un modello “RDC-COM Ridotto” per dichiarare se noi o un altro membro del nostro nucleo familiare hanno iniziato una attività lavorativa i cui redditi non sono stati registrati nell’ISEE o un modello “RDC-COM Esteso” se, invece, una modifica di questo tipo o di altri requisiti avvengono mentre stiamo ricevendo RDC.

Se non presentiamo questi modelli corriamo dei rischi molto gravi: oltre alla revoca del beneficio e quindi anche l’obbligo di restituire quanto abbiamo ricevuto e la possibilità di non poter fare nuovamente domanda prima dei 6, 12 o 18 mesi in base ai casi, rischiamo anche il carcere fino a 6 anni. In ultimo, due informazioni utili su cui spesso si fa confusione o cattiva informazione:

  1. INPS non tratta i dati relativi agli acquisti fatti con la card, ma Poste, che è l’ente che gestisce la Card, darà a INPS comunicazioni che riguardano esclusivamente il monitoraggio degli importi complessivamente spesi e prelevati dalla card;
  2. uno dei principali timori dei percettori, e cioè che possano finire i soldi. Ebbene è effettivamente prevista una clausola che dice che se dovessero terminare i fondi messi a disposizione per RdC, INPS e Ministero dell’Economia e delle Finanze provvederanno a rimodulare gli importi delle ricariche al fine di poter continuare ad erogare il beneficio a tutti, ma è altrettanto vero che, con i vari rifinanziamenti della misura per il 2022 e fino al 2029, questo rischio ha probabilità molto basse.