REDDITO DI EMERGENZA: DUE NUOVE RATE NEL DECRETO SOSTEGNI BIS

REDDITO DI EMERGENZA: DUE NUOVE RATE NEL DECRETO SOSTEGNI BIS

REDDITO DI EMERGENZA: DUE NUOVE RATE NEL DECRETO SOSTEGNI BIS

Nel provvedimento in fase di approvazione, tra le misure per la tutela della salute, la sicurezza, le politiche sociali e gli enti territoriali, figura anche il rinnovo del reddito di emergenza.

1. RINNOVO REM

È stato confermato il riconoscimento del reddito di emergenza a coloro che hanno terminato di percepire la NASpI e la DIS-COLL.Nello specifico, possono ottenere il beneficio anche i richiedenti che, pur non avendo i requisiti previsti per il Rem standard, hanno terminato di ricevere le prestazioni NASpI e DIS-COLL nel periodo che va dal 1° marzo 2021 al 30 aprile 2021 e sono in possesso degli altri requisiti previsti dalla legge.

Attenzione: la domanda per le quote di Rem deve essere presentata all’INPS entro il 30 giugno 2021 tramite modello di domanda predisposto dall’Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

Ricordiamo che i nuovi beneficiari, si aggiungono a coloro che hanno già potuto richiedere il Rem, seppur non avendo i requisiti previsti per il Rem ordinario, ma che hanno terminato di ricevere le prestazioni NASpI e DIS-COLL nel periodo dal 1° luglio 2020 al 28 febbraio 2021; in questo caso, la domanda deve essere presentata entro il 31 maggio.

2. SEMPLIFICAZIONE SMART-WORKING

Inoltre, il decreto Sostegni bis dovrebbe prevedere un’ulteriore proroga per l’utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello smart working.
Il regime semplificato per lo smart working nel settore privato,  prorogato al 31 luglio 2021 ad opera del cd. decreto Riaperture, in vigore dal 23 aprile 2021, verrebbe ulteriormente prolungato fino al 30 settembre 2021.

Quindi, fino al prossimo 30 settembre i datori di lavoro privato possono:

  • applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato senza un accordo individuale con i lavoratori;
  • assolvere in via telematica gli obblighi di informativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • ricorrere alla procedura semplificata con modulistica resa disponibile dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e per la quale non è necessario allegare alcun accordo con il lavoratore.

A sollecitare il ricorso allo Smart working è il Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro siglato il 6 aprile 2021, cheraccomanda il massimo utilizzo del lavoro agile o da remoto da parte dei datori di lavoro privati; tale modalità, infatti, si pone come utile strumento di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.

Attenzione: la mancata attuazione del Protocollo, espone l’impresa che non assicuri adeguati livelli di protezione alla sanzione della sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.