REGIME FORFETTARIO A BASSO REDDITO: CHI PUÒ DETRARRE I CONTRIBUTI INPS

REGIME FORFETTARIO A BASSO REDDITO: CHI PUÒ DETRARRE I CONTRIBUTI INPS

REGIME FORFETTARIO A BASSO REDDITO: CHI PUÒ DETRARRE I CONTRIBUTI INPS

I contributi previdenziali ed assistenziali assolti dal contribuente che agisce in regime forfetario, di importo superiore al reddito prodotto dall’attività, possono essere dedotti dal reddito complessivo dello stesso soggetto oppure dal soggetto di cui questi è fiscalmente a carico.

Colui che svolge attività d’impresa in regime forfetario non paga l’IRPEF e le relative addizionali, ma un’imposta sostitutiva con aliquota del 15% (oppure del 5% laddove siano rispettati determinati requisiti).

Il reddito dell’attività su cui applicare la citata aliquota è calcolato appunto con un criterio “forfetario”, ossia applicando ai ricavi/compensi “percepiti” nell’anno d’imposta (principio di cassa) un coefficiente di redditività che varia a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività svolta.

Per legge tali contribuenti, su questo reddito non possono sottrarre i costi che riguardano l’attività (affitti, utenze, ed altri costi di gestione), ma gli unici costi che si possono dedurre sono i contributi previdenziali ed assistenziali assolti per obblighi di legge (contributi INPS; contributi cassa professionale di appartenenza, ecc.).

La deduzione dei contributi di cui sopra avviene sempre in applicazione del principio di cassa, quindi, nel Modello Redditi PF/2020 (anno d’imposta 2019) da presentare entro il prossimo 30 novembre, possono essere dedotti, dal contribuente forfetario, i contributi da questi “versati” lo scorso anno, che saranno indicati al rigo LM35 del modello Redditi.

Tali contributi vanno, quindi, dedotti dal reddito lordo dell’attività (ossia dal reddito determinato applicando ai ricavi/compensi percepiti, il coefficiente di redditività).

Potrebbe capitare che l’importo dei contributi versati sia più alto del reddito lordo e ciò potrebbe verificarsi soprattutto i primi anni di attività; in questo caso, la differenza tra i due importi non è persa ma potrà essere dedotta dallo stesso contribuente dal suo eventuale reddito complessivo ai fini IRPEF.

Inoltre è previsto che se il soggetto è fiscalmente a carico di altri (ad esempio del genitore) questa differenza può essere dedotta da quest’ultimo nella sua dichiarazione dei redditi.

L’applicazione dell’imposta sostituiva ridotta al 5% è ammessa dal legislatore solo in determinati casi. In particolare, per poter beneficiare della tassazione al 5% è necessario che:

  1. il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  3. qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore al limite di euro 65.000.