RISTORI 5: COSA ASPETTARSI DAL NUOVO DECRETO

RISTORI 5: COSA ASPETTARSI DAL NUOVO DECRETO

RISTORI 5: COSA ASPETTARSI DAL NUOVO DECRETO

Dopo il via libera allo scostamento di bilancio, il governo è al lavoro per la definizione del decreto Ristori 5, anche se numerosi sono gli interrogativi e che riguardano le nuove misure in preparazione.

COSA PREVEDE IL DECRETO

Sicuramente, grande rilevanza, è riconosciuta al pacchetto lavoro; in particolare, si starebbe lavorando il blocco dei licenziamenti ed estensione della Cig-Covid garantendo una maggiore copertura, fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga; dovrebbe anche trovare conferma l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Inoltre, prevista una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori, ipotizzando però altre 18 settimane.

PARTITE IVA

Nel decreto sarà previsto inoltre lo stanziamento di 1,5 miliardi per la decontribuzione delle partite IVA: lo schema degli indennizzi a tutte le categorie colpite, compresi i professionisti, dovrebbe superare il criterio dei codici Ateco e guardare al calo di fatturato, non più su base mensile, ma su base semestrale o annuale.

NUOVA ROTTAMAZIONE CARTELLE

Dopo la proroga che ha previsto lo slittamento al 31 gennaio 2021 delle notifiche dei versamenti delle cartelle esattoriali così come dei pignoramenti di stipendio e di pensione, il governo intende intervenire nel dl Ristori per rimodulare l’attività di riscossione: allo studio c’è una nuova rottamazione delle cartelle, che dovrebbe consentire di regolare i conti con il fisco senza pagare sanzioni e interessi e dovrebbe riguardare i ruoli relativi agli anni 2018 e 2019.

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