Assegno Unico di maggio 2023: Pagamenti in ritardo, ecco le motivazioni di INPS

C’è un ritardo nei pagamenti dell’Assegno Unico e Universale di maggio e INPS ha fatto sapere le motivazioni. Ecco il perché!

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Ritardo Assegno Unico maggio

C‘è un ritardo nei pagamenti dell’Assegno Unico e Universale di maggio e INPS ha fatto sapere le motivazioni. Ecco il perché!

È in arrivo un maxi ricalcolo per quasi un milione di famiglie. Sarebbe questo il motivo alla base del ritardo nei pagamenti dell’Assegno Unico e Universale del mese di maggio. Lo ha fatto sapere lo stesso INPS, con il messaggio n. 1947, aggiungendo che nelle prossime settimane tutte le disposizioni saranno pagate.

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Nello specifico, i ricalcoli in positivo interesseranno circa 512 mila famiglie che riceveranno, di media, circa 272 euro in più. Queste somme aggiuntive dovrebbero essere pagate, dice INPS, già nella rata di Maggio. Dovrebbero comprendere, finalmente, anche tutte le maggiorazioni dei figli con disabilità decise con il vecchio decreto semplificazioni e che molti non hanno mai ricevuto.

Al contrario, sono 378 mila le famiglie che dovranno restituire qualcosa. Si parla, di media, di circa 41 euro per famiglia. Anche in questo caso, il recupero prenderà il via dalla rata di maggio. Tuttavia, in base all’effettiva somma, INPS cercherà di rateizzare il più possibile i debiti.

In buona sostanza, INPS ha completato il celebre conguaglio di fine anno dell’Assegno Unico che, in teoria, era previsto per marzo. Il conguaglio calcola la quantità di Assegno Unico che si è effettivamente ricevuto lo scorso anno e quella che ci sarebbe spettata. 

Ad ogni modo, tutte le persone che saranno interessate da questi ricalcoli, riceveranno un messaggio da INPS per essere informate del fatto che ci saranno delle variazioni negli importi. Se si vuole sapere il perché e le modalità di queste variazioni, dal 10 giugno sarà possibile controllarlo autonomamente dal sito INPS

Ritardo Assegno Unico di maggio: Quali sono gli elementi che portano a una variazione?

Le ragioni sono diverse e possono essere legate a uno o più di questi aspetti.

  1. La liquidazione del cosiddetto premio alla nascita dell’Assegno Unico, vale a dire il pagamento per gli ultimi due mesi di gravidanza.
  2. Le maggiorazioni degli importi per gennaio e febbraio 2023, compresa la rivalutazione per chi non le ha ricevute. Dovrebbe interessare anche quelle elaborazioni parziali dei primi mesi dell’anno
  3. Il ricalcolo degli importi legati agli ISEE scoperti come discordanti.
  4. Eventuali rettifiche degli ISEE 2022 che sono avvenute dopo il 31 dicembre 2022.
  5. Il recupero delle maggiorazioni per i genitori, entrambi lavoratori, pagati per quelle famiglie dove c’è un solo lavoratore, con l’esclusione delle famiglie vedovili.
  6. Il ricalcolo degli importi per le maggiorazioni per i figli con disabilità introdotte del vecchio decreto semplificazioni 2022, compreso il celebre aumento di 120 euro.
  7. Il ricalcolo degli importi che spettano alle famiglie numerose oppure con tre o più figli.
  8. Il ricalcolo degli importi dell’Assegno Unico integrato su RdC, per la quota che spetta al genitore che non fa parte dello stesso ISEE.
  9. Il ricalcolo dell’importo degli Assegni Unici pagati con l’importo minimo, entro giugno, perché l’ISEE è stato presentato più avanti, ma comunque entro il 30 giugno.

Tuttavia, questo non esaurisce il numero delle possibilità dei ricalcoli. Infatti, INPS fa sapere che ci saranno nuove indicazioni con successivi messaggi. Cosa di particolare importanza per chi ricevere l’Assegno Unico integrato su RdC visto che per loro, in teoria, è previsto un conguaglio a parte.

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