Sblocco sospensione RdC e nuove domande: Il messaggio INPS

Sblocco sospensione e nuove domande del Reddito di Cittadinanza (RdC). Arrivano i chiarimenti INPS.

Sblocco sospensione RdC

Sblocco sospensione RdC

Sblocco sospensione e nuove domande del Reddito di Cittadinanza (RdC). Arrivano i chiarimenti INPS.

Nel 2023 la durata del Reddito di Cittadinanza è ridotta a sette mesi per gli occupabili. Si tratta dei nuclei familiari che al loro interno non hanno: minorenni, persone over 60 anni, prese in carico dai servizi sociali o con disabilità riconosciuta ai fini ISEE. Per queste persone, il Reddito di Cittadinanza potrà continuare al massimo fino a dicembre 2023. Seguendo sempre le solite regole su durata, rinnovi, dichiarazioni e così via. Più alcune nuove disposizioni approvate sempre dal decreto lavoro.

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Nel corso del tempo, però, può succedere che le condizioni che rendono una persona “occupabile” vengano meno. Oppure, nelle famiglie cosiddette occupabili sorgano condizioni che le rendano non occupabili. Di conseguenza, INPS chiarisce come agire in questi casi, con il messaggio n. 3510.

Sblocco sospensione RdC: Condizioni che permettono di presentare una nuova domanda RdC

Caso n. 1

Cominciano dai casi in cui la disabilità non è inserita nell’ISEE. Attenzione, stiamo parlando della disabilità almeno di grado medio, ad esempio un grado di invalidità civile dal 67% a salire. Ora, se si aveva già una disabilità riconosciuta e questa non è indicata per errore sull’ISEE, allora sarà possibile segnalarlo a INPS. In questo caso, le strutture territoriali andranno a verificare se c’è negli archivi un verbale di invalidità “valido” ai fini ISEE. Se dovesse esserci, allora INPS può dare l’indicazione di presentare una DSU di rettifica con la data di effettiva rilevazione della disabilità.

Caso n. 2 per lo sblocco sospensione RdC

Se nel nucleo familiare occupabile dovesse nascere un figlio oppure dovesse esserci il riconoscimento di una nuova disabilità, allora sarà necessario fare un nuovo ISEE. Ora, se si fa il nuovo ISEE entro il settimo mese oppure in quello subito dopo, prima della nuova elaborazione, allora i sistemi INPS rilevano in automatico la modifica e RdC riparte da solo.

Se, invece, si fa il nuovo ISEE dopo che è scattata la sospensione dei sette mesi, allora sarà necessario fare anche una nuova domanda. In questo caso, i sistemi INPS non bloccheranno la nuova domanda, anche se c’è quella di prima che è in sospensione. Così RdC ricomincerà dal mese successivo.

Caso anagrafico

Anche in questa circostanza valgono le stesse regole. Se il raggiungimento dei 60 anni avviene prima della settima mensilità, oppure nel mese subito successivo, allora RdC sarà riattivato in automatico dai sistemi di INPS. Invece, se una persona compie 60 anni dopo il primo mese di sospensione, allora sarà necessario presentare una nuova domanda. Ad esempio, RdC sospeso a luglio e compleanno dei 60 anni a settembre. La fruizione di RdC riprenderà dal mese ancora successivo.

Famiglia non occupabile perde i requisiti per RdC, cosa succede?

Si tratta dei casi in cui, ad esempio, l’unico figlio minorenne in famiglia compie 18 anni. Oppure se le persone con disabilità o gli over 60 non fanno più parte del nucleo familiare perché vengono a mancare. Ora, se queste circostanze avvengono prima dei sette mesi, allora RdC si fermerà al settimo mese. Invece, se queste circostanze avvengono dopo i sette mesi, allora RdC sarà sospeso dal mese in cui si verificano questi eventi.

Presa in carico dei servizi sociali

In questo caso, non sarà necessario fare nulla, in quanto la presa in carico da parte dei servizi sociali dei comuni è trasmessa a INPS direttamente dalla piattaforma interna GEPI. Da quel momento, il Reddito di Cittadinanza sarà ripristinato con tanto di arretrati. Quindi, potrà continuare fino al termine del 2023, sempre al netto di eventuali sospensioni dei 18 mesi.

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