SISMA-BONUS: CHIARIMENTI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

SISMA-BONUS: CHIARIMENTI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

SISMA-BONUS: CHIARIMENTI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Prevista una detrazione d’imposta a favore di chi acquista, dalla ditta che ha effettuato l’intervento, un’abitazione ricostruita dopo la demolizione di un precedente fabbricato, anche di diversa volumetria, con lo scopo di ridurne il rischio sismico

Il quesito è di un’impresa che opera in un comune della “zona sismica 3B” secondo la normativa regionale di classificazione sismica al 31 gennaio 2020. La ditta vuole sapere se i propri clienti potranno beneficiare dell’agevolazione per l’acquisto della casa costruita sui resti di una precedente, ma a rischio “crollo” ridotto in caso di terremoto, nonostante le categorie di rischio fissate dall’ente territoriale non coincidano con quelle indicate dalla norma.

LA RISPOSTA DEL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Ricordiamo, innanzitutto, che il beneficio fiscale consiste in una detrazione d’imposta pari al 75% del prezzo di acquisto se dall’intervento deriva il passaggio a una classe di rischio inferiore, pari all’85% se per effetto dei lavori si scende di due classi di rischio.

L’Agenzia delle Entrate, nel caso prospettato, ritiene che : 

a) se è effettiva l’equiparazione delle sottozone sismiche 2A, 2B, 3A e 3B (previste dalla Regione) alle zone sismiche 1, 2 e 3 (valutazione che non spetta all’amministrazione finanziaria, ma all’ente territoriale competente);

b) dando per certo che la zona B3 possiede le stesse caratteristiche della zona 3; 

gli acquirenti degli immobili demoliti e ricostruiti dalla ditta istante, se in possesso di tutte gli altri requisiti stabiliti dalla norma,  possono beneficiare della detrazione in questione.

Lascia un commento

×