Stop Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro per i “furbetti” RDC

Stop Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro per i furbetti RdC, cioè chi non ha rispettato alcuni obblighi.

Stop Assegno di Inclusione

Stop Assegno di Inclusione

Stop Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro per i furbetti RdC, cioè chi non ha rispettato alcuni obblighi.

Per far partire definitivamente l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione e Lavoro servono ancora alcuni decreti attuativi da parte del Ministero del Lavoro. Questi decreti dovranno chiarire alcuni aspetti ancora oscuri, ad esempio, le tempistiche, le modalità di domanda e così via. Però, in base a quanto emerso nelle ultime ore, tra i vari decreti troverà spazio un’ulteriore stretta dei requisiti. Quest’ultima negherà, anche se temporaneamente, l’accesso a entrambi i nuovi strumenti per alcune persone.

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Stop Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro: Ecco chi sono i “furbetti” RdC

Si tratta di chi, durante la percezione del Reddito di Cittadinanza, non ha rispettato alcuni obblighi. Ad esempio, non ha presentato le dichiarazioni richieste o non ha frequentato PUC o le attività a cui era obbligato. Quindi, oltre a perdere il Reddito di Cittadinanza, chi si trova in questa situazione non può fare una nuova domanda di RdC per i successivi 18 mesi. Che si riducono a 6 mesi se in famiglia c’è un minore o una persona con disabilità.

Di conseguenza, con l’arrivo delle nuove misure, questa penalità potrebbe essere “abbonata” perché comunque si farebbe domanda per una misura diversa. Perciò, l’intenzione dell’attuale governo sarebbe quella di non far cadere nel dimenticatoio le penalità accumulate con RdC, ma di conservarle anche per l’Assegno di Inclusione o il Supporto Formazione Lavoro. Ora, mancando il decreto, non è ancora chiaro se si tratterà di un semplice “trasporto” del numero di mesi prima della nuova domanda, oppure se ci sarà un tempo minimo senza penalità da rispettare.

Insomma, non resta che attendere questo così come gli altri decreti attuativi, nella speranza che possano chiarire alcuni aspetti ad oggi fondamentali. Alcuni dei quali la questione ISEE, la situazione delle persone che hanno una disabilità lieve e così via.

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