SUPERBONUS 110%: APPLICABILE ANCHE SENZA BONIFICO?

SUPERBONUS 110%: APPLICABILE ANCHE SENZA BONIFICO?

SUPERBONUS 110%: APPLICABILE ANCHE SENZA BONIFICO?

Quando il beneficiario opta per lo sconto in fattura o per la cessione del credito al fornitore che ha eseguito i lavori, la detrazione fiscale spetta anche in assenza del pagamento attraverso il bonifico parlante. Tutto ciò alla luce dei chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria in tema di superbonus del 110%.

Per l’impresa o il professionista cessionario del bonus, quando la differenza tra il valore nominale del credito ceduto sia maggiore rispetto al corrispettivo pattuito con il cedente, emerge una sopravvenienza attiva che concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione netta secondo le ordinarie modalità.

L’acquisto dei crediti fiscali relativi al superbonus da parte del fornitore che ha eseguito i lavori o di uno dei professionisti che hanno asseverato le opere o rilasciato il visto di conformità, può dunque generare effetti fiscalmente rilevanti che meritano di essere approfonditi.

L’assenza del bonifico parlante non farà scattare nemmeno la ritenuta d’acconto dell’8% che le banche e le poste devono obbligatoriamente trattenere al momento del pagamento delle somme finalizzate all’ottenimento delle detrazioni fiscali dell’edilizia.

Quando tra il beneficiario e il fornitore esiste un accordo per lo sconto in fattura, è ovvio che non debba essere effettuato nessun pagamento degli importi risultanti nella fattura stessa.

La circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020 ha ulteriormente chiarito che, anche ai fini del superbonus, il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi, salvo l’importo del corrispettivo oggetto di sconto in fattura o cessione del credito, deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

L’obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico non riguarda ovviamente i soggetti esercenti attività d’impresa ma soltanto i “privati”.

Sempre nell’ambito dello sconto in fattura la necessità di effettuare il pagamento tramite bonifico parlante potrebbe tuttavia presentarsi nelle ipotesi in cui lo sconto sia solo parziale, sia cioè di importo inferiore rispetto a quello totale della fattura in oggetto.

Una situazione analoga si ripresenta nel momento in cui fra il fornitore ed il beneficiario esiste un accordo per la cessione diretta del credito d’imposta. In questa ipotesi, infatti, l’importo del bonifico potrà essere inferiore al corrispettivo indicato in fattura nel caso in cui il contribuente intenda utilizzare la cessione del credito a favore dei fornitori a parziale pagamento del corrispettivo stesso.

La cessione del credito al fornitore costituisce dunque una modalità di pagamento della fattura emessa per i lavori svolti per cui, nel caso del superbonus, l’importo del credito ceduto sarà addirittura superiore al totale della fattura stessa.

Su tale differenza positiva che si genera sul cessionario del credito – sia nell’ipotesi dello sconto in fattura che in quella di cessione del credito – l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di pronunciarsi con la circolare n. 14/E del 6 giugno 2020. In tale occasione, trattando della cessione del credito relativo al bonus locazioni (ex art. 28 del decreto Rilancio), l’Amministrazione finanziaria ha precisato che quando il valore nominale del credito ceduto risulta maggiore rispetto al corrispettivo pattuito con il cedente, emerge una sopravvenienza attiva che concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione netta secondo le ordinarie modalità.

Nel caso di sconto in fattura o di cessione del credito, il fornitore delle prestazioni potrebbe trovarsi ad iscrivere un componente positivo di reddito, rilevante sia ai fini delle imposte dirette che dell’imposta regionale sulle attività produttive, costituito dalla differenza fra il valore della prestazione resa (totale fattura, IVA compresa) e il valore del credito d’imposta ricevuto.

Nel regime del superbonus tale differenza di valore sarà pari, in assenza di altre e diverse pattuizioni fra le parti, al 10% del totale della prestazione.

Il trattamento fiscale di tale sopravvenienza attiva da parte del fornitore acquirente del credito d’imposta sarà diverso a seconda che lo stesso decida di utilizzare in proprio tale bonus, recuperandolo in compensazione nell’arco del quinquennio previsto dalla normativa di riferimento (D.L. n. 34/2020) oppure proceda a una successiva cessione dello stesso a terzi, istituti di credito compresi.