SUPERBONUS 110%: SI PUÒ OTTENERE ANCHE CON PICCOLI ABUSI EDILIZI

SUPERBONUS 110%: SI PUÒ OTTENERE ANCHE CON PICCOLI ABUSI EDILIZI

SUPERBONUS 110%: SI PUÒ OTTENERE ANCHE CON PICCOLI ABUSI EDILIZI

Più chiari i rapporti tra bonus fiscali fino al 110% per lavori su immobili e regolarità urbanistica, grazie ad una precisazione ottenuta dal Collegio dei geometri di Ancona.

Con la consulenza giuridica 910-1/2020, l’Agenzia delle Entrate delle Marche precisa che si può ottenere il bonus per immobili sui quali siano stati effettuati precedenti modesti lavori privi di titolo amministrativo, perché basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che indichi la data di inizio lavori e descriva gli interventi come agevolabili.

Gli interventi liberi, che non necessitano di alcun titolo abilitativo, sono:

  • manutenzione ordinaria,
  • interventi per prevenire atti illeciti da parte di terzi,
  • cablatura degli edifici,
  • contenimento dell’inquinamento acustico,
  • interventi finalizzati a risparmi energetici installando fonti rinnovabili di energia,
  • modifiche volte alla prevenzione degli infortuni domestici e gli interventi di messa a norma degli edifici e degli impianti tecnologici.

Su un gradino superiore vi sono i lavori che esigono la Cila, comunicazione di inizio lavori corredata da dichiarazione asseverata da un tecnico: con tale provvedimento si possono effettuare interventi liberi, di modesta manutenzione straordinaria.

Quindi, se si chiedono bonus fiscali su immobili che presentino in partenza opere edilizie prive di titolo, occorre verificare se gli interventi siano di edilizia libera e se vi sia comunque conformità.

Ad esempio, secondo l’Agenzia, se l’abuso derivi solo dall’esser stato utilizzato un tipo di provvedimento diverso (una Dia invece di una concessione edilizia), si può chiedere una sanatoria (da trasmettere poi all’Agenzia) e il bonus fiscale può essere richiesto perché la sanatoria ha l’effetto di impedire la decadenza dai benefici fiscali.

Se invece le opere abusive sono in contrasto con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi, cioè si tratta di opere non sanabili, vi è decadenza dai benefici fiscali.

L’irregolarità a sua volta ha un margine di tolleranza del 2% in altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta, rispettando le destinazioni e gli allineamenti (articolo 49 Dpr 380/2001).

In tale quadro, il bonus fiscale può essere chiesto anche per immobili con abusi sanabili e fiscalmente tollerabili, basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante la data di inizio lavori, la tipologia (libera) dei lavori o una dichiarazione di eccedenza limitata al 2 per cento.

Se invece il bonus viene chiesto per immobili oggetto di più consistenti interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione, o con abusi superiori al 2%, è necessario risalire all’ultima situazione legittima, rimediando a preesistenti abusi con una domanda di sanatoria, demolendo o versando una sanzione pecuniaria.