SUPERBONUS: NON PER LE PARTI COMUNI A DUE UNITÀ ACCATASTATE DISTINTAMENTE

SUPERBONUS: NON PER LE PARTI COMUNI A DUE UNITÀ ACCATASTATE DISTINTAMENTE

SUPERBONUS: NON PER LE PARTI COMUNI A DUE UNITÀ ACCATASTATE DISTINTAMENTE

L’AdE ha chiarito che il superbonus 110% non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari – distintamente accatastate – di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario, o in comproprietà fra più soggetti.

 IL QUESITO

L’istante fa presente di essere comproprietario con il coniuge e i propri figli minori, delle seguenti unità immobiliari autonomamente accatastate, facenti parte dello stesso edificio:

  • tre appartamenti,
  • un locale ad uso magazzino,
  • un locale ad uso garage
  • un bene comune non censibile ad uso corte esterna e scala, senza rendita e consistenza.

In ogni singola unità, sono presenti parti comuni alle altre elencate; ciò premesso, l’istante chiede se le detrazioni previste dall’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 siano applicabili a tali unità immobiliari, detenute dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni.

LA RISPOSTA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Parere negativo da parte dei tecnici delle Entrate.

Nel caso di specie, infatti, trattandosi di interventi su unità immobiliari distintamente accatastate, in comproprietà fra più soggetti, non sarà possibile beneficiare della detrazione del 110% né con riferimento alle spese sostenute per interventi realizzati sulle parti a servizio comune delle predette unità immobiliari, né con riferimento alle spese sostenute per interventi effettuati sulle singole unità immobiliari in quanto non inserite in un condominio.

Con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e 2021, il contribuente potrebbe, ai sensi dell’ articolo 121 del Decreto Rilancio, optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti.

In alternativa, l’istante potrebbe optare per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione.