Taglio al cuneo fiscale 2023: Ecco come cambieranno le buste paga con il decreto lavoro

Il decreto lavoro 2023 avrà alcuni effetti sul taglio del cuneo fiscale per le buste paga dei dipendenti pubblici e privati.

taglio cuneo fiscale 2023

Taglio cuneo fiscale 2023

Il decreto lavoro 2023 avrà alcuni effetti sul taglio del cuneo fiscale per le buste paga dei dipendenti pubblici e privati.

Il decreto lavoro ha introdotto una maggiorazione del 4% per il secondo semestre 2023 dell’esonero contributivo già in vigore dallo scorso anno. L’esonero prevede una riduzione della quota di contribuzione che il datore di lavoro trattiene sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. Nel primo semestre del 2022 era pari allo 0,8% e nel secondo era del 2%.

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Come cambia il taglio al cuneo fiscale 2023

Quest’anno le cose cambiano e la maggiorazione del 4% del decreto lavoro si va ad aggiungere a quella del 3% se la paga mensile è al di sotto di 1.923 euro (25 mila euro annui). E al 2% se supera il precedente limite, ma comunque rientra nella paga mensile di 2.692 euro (35 mila euro annui). 

Dal mese di luglio e fino a dicembre, quindi, lo sconto salirà, rispettivamente, al 7% (per coloro che rientrano nel limite dei 1.923 euro) e al 6% (per coloro che superano i 1.923 e arrivano fino a massimo 2.692 euro).

Lo sgravio fiscale sarà applicato anche sulla tredicesima, sempre se questa non superi 1.923/2.692 euro. Se la tredicesima arriva insieme allo stipendio, lo sconto sarà del 6% se i ratei di mensilità aggiuntiva rientrano nella soglia dei 224 euro. Oppure del 7% se sotto la soglia dei 160 euro. Attenzione, l’esonero non si applica su altre mensilità aggiuntive.

Indicativamente, per un dipendente con una busta paga di 1.200 euro al mese, l’importo massimo che si potrebbe ottenere con le nuove disposizioni del decreto lavoro sul taglio del cuneo fiscale sarà di circa 48 euro al mese. Invece, per un lavoratore con una retribuzione mensile di 2.500 euro, si tratterà di circa 100 euro. Si parla sempre dell’importo massimo teoricamente ottenibile. 

È bene precisare che, a prescindere dall’applicazione del cuneo fiscale, l’aliquota di computo per le prestazioni pensionistiche resta al 33% dello stipendio

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