TASSA SUI LICENZIAMENTI: IMPORTI DOVUTI NEL 2021

TASSA SUI LICENZIAMENTI: IMPORTI DOVUTI NEL 2021

TASSA SUI LICENZIAMENTI: IMPORTI DOVUTI NEL 2021

Il datore di lavoro è obbligato a versare all’INPS il ticket licenziamento in tutti i casi di cessazione del rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato con diritto alla NASpI e anche quando ricorre a licenziamenti collettivi le non è stata oggetto di accordo sindacale.

1. SOGGETTI INTERESSATI

Il datore di lavoro è tenuto a pagare all’INPS il contributo o ticket per il licenziamento in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel caso in cui risulti anche solo teoricamente spettante in trattamento di NASpI.

L’obbligo sorge in caso di:

  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo;
  • licenziamento per giusta causa;
  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni nel periodo tutelato per maternità;
  • risoluzione consensuale a seguito della conciliazione obbligatoria presso la Direzione Territoriale del Lavoro nei casi in cui il datore voglia licenziare per giustificato motivo oggettivo;
  • risoluzione consensuale del rapporto a seguito del rifiuto del lavoratore al trasferimento ad altra unità produttiva distante oltre 50 km dalla sua residenza o mediamente raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblico;
  • mancato proseguimento del rapporto di apprendistato al termine del periodo formativo;
  • cessazione dell’attività del datore di lavoro;
  • abbandono del posto di lavoro da parte del dipendente.

Il contributo per il licenziamento invece non è dovuto al ricorrere delle seguenti fattispecie:

  • dimissioni volontarie da parte del lavoratore;
  • accordo di risoluzione con accompagnamento alla pensione;
  • accordo di incentivazione all’esodo (art. 26, comma 9, lett. b, D.Lgs. n. 148/2015);
  • risoluzione consensuale in “sede protetta”;
  • interruzione del contratto di apprendistato di primo livello;
  • interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato di un dipendente già pensionato;
  • interruzioni effettuate dalla società in stato di procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, che abbiano sfruttato il trattamento straordinario di integrazione salariale negli anni 2019 e 2020, qualora la società chieda, in sede di presentazione dell’istanza di Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), di essere esonerata dal pagamento del contributo NASpI;
  • licenziamenti effettuati a causa di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso un altro datore di lavoro, in applicazione delle clausole sociali che garantiscano la continuità di occupazione;
  • interruzione di rapporto di lavoro nel settore edilizio, per completamento delle attività e chiusura cantiere.

2. IN COSA CONSISTE

L’importo del ticket è fissato, per il 2021, in 503,30 euro e varia a seconda del periodo di durata del contratto di lavoro da un dodicesimo fino ad un massimo di 3 annualità e fino all’importo massimo (per il 2021) di 1.509,90 euro per i lavoratori con un’anzianità di servizio pari o superiore a 36 mesi.

Gli importi sono differenti per le aziende che dovranno procedere con i licenziamenti collettivi, chiamate a corrispondere, infatti, da 1.509,84 euro per un lavoratore con un solo anno di esperienza a un massimo di 4.529,52 euro e fino a 9.059 euro in mancanza di accordo sindacale.

Attenzione: in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con tentativo di conciliazione non spetta la NASpI ai lavoratori appartenenti ad aziende con meno di 15 dipendenti.

In caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, quindi, si ha diritto alla NASpI, soltanto se:

  • c’è una procedura di conciliazione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro;
  • si tratta di un licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione entro 60 giorni dalla notifica scritta del licenziamento;
  • quando il lavoratore respinge un trasferimento di sede distante più di 50 km da quella attuale o raggiungibile in 80 minuti con i mezzi di trasporto dalla sua abitazione.

3. COME FUNZIONA

Il contributo deve essere riproporzionato in base ai mesi di anzianità aziendale e senza operare alcuna distinzione tra tempo pieno e part-time.

L’importo base da versare è pari a 41,94 euro/mese (503,30/12): i mesi di lavoro diversi dal primo e dall’ultimo devono essere considerati mesi interi, indipendentemente dal numero di giornate lavorate.

Nel computo dell’anzianità aziendale non rientrano i periodi di congedo richiesti dal coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata, né dei periodi richiesti per aspettativa non retribuita.

4. QUANDO

Il ticket licenziamento va versato, in un’unica soluzione, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al licenziamento, senza alcuna possibilità di rateazione.