TICKET DI LICENZIAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

TICKET DI LICENZIAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

TICKET DI LICENZIAMENTO: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

Per i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per una delle motivazione che possono potenzialmente dare diritto alla Naspi, è dovuto un contributo aggiuntivo detto “ticket di licenziamento”.

Il contributo, da versare all’Inps all’atto della interruzione del rapporto di lavoro, è pari al 41% del massimale Naspi per ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni. Per le aziende rientranti nel campo di applicazione della Cigs, in caso di licenziamenti collettivi, la percentuale è innalzata all’82% del massimale Naspi.

Il contributo si calcola sul massimale di retribuzione riferito alla prima fascia di importo della Naspi, che per il 2021 è 1.227,55 euro, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale posseduta dal lavoratore negli ultimi 3 anni.

In tutti i casi, sia per i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della Cigs, sia per i non rientranti, il contributo è moltiplicato per 3 nei casi di licenziamento collettivo per il quale non sia stato raggiunto l’accordo sindacale.

Per gli anni 2020 e 2021 le società sottoposte a procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria che hanno fruito del trattamento di Cigs per crisi aziendale, negli anni 2018 e 2019, sono escluse dal versamento del ticket di licenziamento.

Attenzione: nel caso dei datori di lavoro agricolo e delle aziende del settore della pesca esercitata con le navi minori, non sono state introdotte variazioni, quindi prosegue il percorso di innalzamento dell’aliquota Ivs a carico del datore di lavoro per gli operai a tempo indeterminato e a tempo determinato e assimilati, fino al raggiungimento dell’aliquota contributiva del 32% per il settore agricolo e al 33% per le navi da pesca.