TONNO IN SCATOLA: PRODUZIONE IN CRISI

TONNO IN SCATOLA: PRODUZIONE IN CRISI

TONNO IN SCATOLA: PRODUZIONE IN CRISI

Rincari ed inflazione mettono in crisi la produzione del tonno in scatola. L’allarme è stato lanciato da ANCIT, l’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare.

Tramite una nota ufficiale, l’ANCIT segnala che i costi dell’attività produttiva hanno raggiunto livelli intollerabili, soprattutto per i rincari energetici, che solo nell’ultimo anno sono arrivati a circa +300%. Nonostante il comparto non si serva effettivamente di energia per la conservazione e nemmeno di gas per la cottura, la situazione rincari si riversa inevitabilmente su tutte le materie prime utilizzate, a partire dal pesce, all’olio e altri materiali di imballaggio che, sempre nell’ultimo anno, sono cresciuti a livelli superiori al 50%.

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Simone Legnani, presidente dell’ANCIT, oltre a fornire questi dettagli, spiega che continuare in questa direzione porterà a una crisi irreversibile. Il tonno in scatola e le conserve ittiche rappresentano un comparto strategico molto importante per il nostro paese, con una produzione nazionale nel 2021 che si attesta a 83.861 tonnellate (+4,35% sul 2020) e un valore di mercato di circa 1,38 miliardi di euro. Per questo, Simone Legnani chiede il supporto della politica e una collaborazione più trasparente con tutta la filiera. Tra l’altro, bisogna considerare che il continuo apprezzamento del dollaro USA nei confronti dell’euro ha generato un ulteriore impatto sui costi della materia prima tonno che altre filiere basate sull’euro non hanno. Secondo l’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare, per mitigare la situazione bisognerebbe modificare i massimali negli aiuti di stato, che oggi penalizzano le aziende di trasformazione di prodotti ittici equiparandole alla pesca e sospendere, almeno in via temporanea, l’IVA sulle conserve ittiche.

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