VERSAMENTI FISCALI: A SETTEMBRE TERMINA IL PERIODO DI SOSPENSIONE

VERSAMENTI FISCALI: A SETTEMBRE TERMINA IL PERIODO DI SOSPENSIONE

VERSAMENTI FISCALI: A SETTEMBRE TERMINA IL PERIODO DI SOSPENSIONE

Il 16 settembre 2020 termina il periodo di sospensione dei versamenti deciso dal Governo, al fine di contrastare gli effetti negativi a livello economico determinatisi a causa del dilagare dell’epidemia da Coronavirus.

Il 16 settembre, i contribuenti chiamati alla cassa, si troveranno di fronte varie possibilità di scelta su quanto e come versare.

Da premettere che sono stati interessati dalla sospensione i versamenti:

  • delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • delle addizionali regionali e comunali IRPEF;
  • dell’IVA;
  • dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • dell’Inail.

Il D.L. n. 34/2020, con gli articoli 127 e 127 ha fissato al 16 settembre 2020 la ripresa dei versamenti sospesi ad opera dei decreti Cura Italia e Liquidità, con la possibilità di versare il dovuto, oltre che in unica soluzione, anche in quattro rate di pari importo a partire dal 16 settembre.

In particolare, il decreto Liquidità ha previsto la sospensione per alcuni operatori economici dei termini dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale e all’IVA per i mesi di aprile e maggio 2020.

Tali soggetti beneficiano inoltre per lo stesso periodo della sospensione dei termini relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

I beneficiari sono gli esercenti attività di impresaarte e professione, individuati in base ai ricavi o ai compensi conseguiti nel periodo di imposta precedente (differenziati a seconda che siano inferiori o superiori a 50 milioni di euro), che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nonché ai soggetti economici che hanno intrapreso l’esercizio dell’attività dopo il 31 marzo 2020.

Per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa, la sospensione si applica limitatamente alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e alle trattenute delle addizionali regionali e comunali, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Il decreto Rilancio ha, dunque, fatto slittare dal 30 giugno al 16 settembre 2020 i termini per effettuare i suddetti versamenti. Inoltre, sempre il 16 settembre 2020 scade anche:

  • il termine per il versamento delle ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo nonché sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari;
  • i termini per gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi per i comuni ricadenti nella zona rossa.

Con l’art. 97 del D.L. n. 104/2020, il quadro sopra delineato è cambiato nuovamente.

Infatti, il Legislatore, per venire maggiormente incontro ai soggetti interessati, pur lasciando fermo al 16 settembre il termine di ripresa dei versamenti, ha dato la possibilità di versare solo il 50% entro tale data, facendo slittare il versamento dell’altro 50% al 16 gennaio 2021, potendo rateizzare fino a 24 rate mensili.

Come confermato dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 25/E/2020, va precisato che il legislatore è intervenuto con il decreto Agosto stabilendo, in alternativa la possibilità di beneficiare di un’ulteriore rateizzazione per i versamenti sospesi.

Quindi, i versamenti sospesi possono essere altresì effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi (o rimborso di quanto già versato in precedenza):

  • per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo a partire dalla medesima data;
  • per il restante 50%, mediante rateizzazione, sino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, a partire dal 16 gennaio 2021.