ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE: LE NOVITÀ INPS PER I CITTADINI STRANIERI

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE: LE NOVITÀ INPS PER I CITTADINI STRANIERI

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE: LE NOVITÀ INPS PER I CITTADINI STRANIERI

Anche i cittadini stranieri possono richiedere l’assegno unico e universale per i figli a carico, ma per farlo, devono rispettare determinate condizioni. I cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea, devono infatti, avere un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o la titolarità di permesso unico di lavoro che autorizzi a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o di permesso di soggiorno per motivi di ricerca un periodo superiore a sei mesi.

Il nuovo messaggio INPS n. 2951 riguardante i titoli di soggiorno utili al riconoscimento del diritto all’Assegno Unico e Universale prevede che possono beneficiare della misura: gli stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale, i titolari di Carta blu, “lavoratori altamente qualificati, i lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia in base agli accordi euro-mediterranei, i lavoratori autonomi. Inoltre, rientrano nel beneficio anche i “familiari” dei cittadini dell’Unione europea (UE)titolari di carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente e i familiari extra UE di cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno per ricongiungimento al familiare. Queste sono appunto le prime indicazioni generali, ma il nuovo messaggio INPS chiarisce che ci sono anche ulteriori condizioni da tenere in considerazione.

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Infatti, per il riconoscimento dell’Assegno Unico e Universale, sono considerati idonei anche i permessi detenuti dagli stranieri per: lavoro subordinato, lavoro stagionale di durata almeno semestrale; Assistenza minori (nel caso in cui il minore sia in gravi condizioni di salute e si trovi nel territorio italiano), Protezione speciale (per pericoli di persecuzione o tortura in caso di rientro nel Paese di origine), e Casi speciali (in base agli artt. 18 e 18 bis del T.U., situazioni di violenza o di grave sfruttamento). Non possono, invece, beneficiare della misura i titolari di permessi per l’attesa occupazione, tirocinio e formazione professionale, studio, residenza elettiva, visite, affari, turismo.  

Discorso a parte per quanto riguarda i cittadini del Regno Unito. In questo caso, se sono residenti in Italia prima del 31 dicembre 2020, sono equiparati ai cittadini dell’Unione Europea e quindi non è necessario nessun titolo di soggiorno per ottenere l’Assegno Unico. Ma se, invece, non risultano residenti in Italia entro la fine del 2020, si applicheranno le stesse regole previste per i cittadini extracomunitari. L’INPS, infine, specifica che, nel caso in cui una volta presentata la domanda telematica di Assegno Unico e Universale a seguito dei controlli sui requisiti risultano eventuali mancanze nella documentazione, trasmetterà al richiedente un’apposita comunicazione invitandolo a presentare i documenti necessari per la domanda.

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