COME ANDARE IN PENSIONE NEL 2023: REQUISITI, ANNI E FINESTRE DI USCITA

COME ANDARE IN PENSIONE NEL 2023: REQUISITI, ANNI E FINESTRE DI USCITA

COME ANDARE IN PENSIONE NEL 2023: REQUISITI, ANNI E FINESTRE DI USCITA

Ci sono diverse possibilità con cui è possibile andare in pensione nel 2023: da un lato, le novità della legge di bilancio 2023, con la nuova quota 103, l’ape sociale rinnovata, l’opzione donna modificata, dall’altro le vecchie quote 100 e 102.

Nell’attesa di una riforma complessiva del sistema pensionistico, la vera novità del 2023 è sicuramente la quota 103. Si tratta di una forma di pensione anticipata flessibile per le persone che, entro il 31 dicembre 2023, raggiungono i 62 anni di età e 41 anni di contributi. Ma attenzione, è importante tenere a mente che con quota 103 è previsto un tetto all’importo massimo che si può ricevere. L’importo della pensione, infatti, non potrà essere superiore a cinque volte il trattamento minimo, circa 2.800 euro lordi mensili. Questo tetto resterà in vigore fino a quando il pensionato non raggiungerà i requisiti di accesso regolari del sistema pensionistico, ad esempio, la pensione anticipata o di vecchiaia. Inoltre, è importante ricordare che quota 103 è un sistema provvisorio valido solo per il 2023, nel senso che il 31 dicembre 2023 è il periodo ultimo per raggiungere i requisiti richiesti. Perciò, se si raggiungono quest’anno, allora si potrà andare in pensione con quota 103 anche nel 2024 o avanti, sempre nel rispetto delle finestre mobili previste.

Secondo la stessa logica, infatti, è ancora possibile andare in pensione con quota 100 o quota 102 anche nel 2023. Per quota 100 era necessario raggiungere almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021, mentre per quota 102 era necessario raggiungere almeno 64 anni di età e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2022. 

Per quanto riguarda l’Ape Sociale, è stata rinnovata per il 2023. Anche in questo caso si tratta di un anticipo della pensione, destinata a: disoccupati con esaurimento integrale dell’indennità di disoccupazione; invalidi civili almeno al 74%; caregivers; persone che svolgono attività particolarmente «difficoltose e rischiose». La misura, rispetto allo scorso anno, non cambia.
I requisiti per accedere a questa forma di pensione anticipata sono sempre gli stessi e cioè: almeno 63 anni di età più 30 anni di contributi, che salgono a 36 per le attività «difficoltose e rischiose» e scendono a 32 anni per i soli operai edili, per i ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta. 

In merito a Opzione donna, invece, rispetto allo scorso anno subisce una sorta di “depotenziamento“. In generale, opzione donna permette alle lavoratrici di andare in pensione prima, al costo di avere un assegno pensionistico calcolato interamente con il sistema contributivo. Per il 2023, possono accedere a Opzione donna le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 hanno raggiunto almeno 35 anni di contributi e almeno 60 anni di età (sia per le dipendenti che per le autonome). Inoltre, è previsto uno sconto di un anno per figlio, fino a un massimo di due anni.

Però, potranno accedervi solo le lavoratrici che rientrano in tre specifici profili: caregivers; titolari di invalidità civile almeno al 74%; lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese che hanno un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale. Inoltre, per questo ultimo caso, il requisito anagrafico è fissato a 58 anni a prescindere dal numero dei figli. Invece, non ci sono novità per le misure di pensionamento “classiche”.

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