TFS DIPENDENTI PUBBLICI: ECCO I TEMPI DI ATTESA E LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL PAGAMENTO

TFS DIPENDENTI PUBBLICI: ECCO I TEMPI DI ATTESA E LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL PAGAMENTO

TFS DIPENDENTI PUBBLICI: ECCO I TEMPI DI ATTESA E LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL PAGAMENTO

TFS DIPENDENTI PUBBLICI: ECCO I TEMPI DI ATTESA E LE MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL PAGAMENTO

L’INPS, con il comunicato stampa del 26 agosto 2022, ha riepilogato i termini di pagamento per il Trattamento di Fine Servizio ai dipendenti pubblici.

Il trattamento di fine servizio, conosciuto come indennità di buona uscita, consiste in una somma di denaro corrisposta una tantum al lavoratore quando cessa dal servizio e spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti pubblici che hanno un contratto iniziato prima del 31 dicembre del 2000. L’attuale normativa prevede che il pagamento del TFS debba essere erogato entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso del lavoratore. Se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per raggiungimento dei limiti di età o di servizio, il pagamento deve essere effettuato non prima di 12 mesi dalla cessazione del servizio. In tutti gli altri casi, come le dimissioni e il licenziamento, il pagamento della prestazione avverrà non prima di 24 mesi.

In base a queste tempistiche, INPS spiega che l’erogazione può verificarsi:

  • in un’unica soluzione se l’ammontare complessivo lordo è pari o inferiore a 50.000 euro;
  • in due rate annuali, se l’ammontare è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro;
  • in tre rate annuali, se è pari o superiore a 100.000 euro.
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La seconda e la terza rata saranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla prima. La normativa prevede, inoltre, 90 giorni aggiuntivi per gli adempimenti istruttori duranti i quali non maturano interessi di mora, questo perché molto spesso l’elaborazione e la liquidazione dei TFS dipende dalla velocità con cui vengono trasmessi i dati giuridici ed economici, pertanto è possibile che si verifichino tempi di lavorazione più lunghi.

L’INPS precisa che quando si va in pensione prima di aver raggiunto i requisiti anagrafici o contributivi previsti dalla riforma Monti-Fornero, ad esempio usufruendo di “Quota 100”, i termini per l’erogazione del TFS decorrono dalla data di raggiungimento del diritto teorico più favorevole e non dalla data di effettivo collocamento a riposo.

Infine, quando si raggiunge la pensione, è possibile presentare una richiesta di anticipo del TFS. Nello specifico, si tratta di un finanziamento agevolato pari all’importo del TFS, ma comunque fino a un massimo di 45 mila euro. La richiesta di finanziamento si presenta alle banche o agli intermediari aderenti a uno specifico accordo quadro e si tratta, sostanzialmente, di un prestito garantito dallo Stato tramite un apposito fondo gestito dall’INPS. Una volta che l’interessato all’anticipo presenta la specifica domanda online dal sito INPS, l’Istituto ha 90 giorni per produrre la certificazione di garanzia del prestito. A quel punto, l’interessato e la banca potranno procedere alla determinazione del contratto d’anticipo e a sua volta, INPS avrà 30 giorni per la cosiddetta presa d’atto.

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