ANTICIPO CIG: MODULO B3 PER BANCA E DATORE

ANTICIPO CIG: MODULO B3 PER BANCA E DATORE

LAVORATORI IN CIG IN DEROGA: MODULO B3 DA PRESENTARE A BANCA E DATORE

L’ABI ha inviato una nuova circolare alle banche in cui vengono forniti chiarimenti applicativi per la richiesta di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga.

All’atto della domanda di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga il lavoratore deve far avere alla banca e al datore di lavoro il modulo B3, nel quale è indicato l’Iban del conto corrente su cui verrà accreditato l’assegno di CIGD, oppure dovrà fornire alla banca l’attestazione del datore di lavoro di aver provveduto a inserire tale indicazione nelle comunicazioni inviate per via telematica all’INPS.

Per agevolare la presentazione delle domande, le banche possono ritenere sufficiente l’impegno contenuto in una dichiarazione firmata dal lavoratore e dal datore di lavoro.

Alcune Regioni hanno provveduto ad elaborare – in collaborazione con l’ABI – misure per agevolare le anticipazioni dell’assegno della cassa integrazione in deroga, quali specifici fondi di garanzia oppure la possibilità per le Banche di conoscere l’elenco dei datori di lavoro richiedenti o già autorizzati ad usufruire della cassa integrazione in deroga.

PREVISIONI DEL DECRETO CURA ITALIA

La CIG in deroga Covid-19 è prevista dal Decreto Cura Italia per tutta la durata della sospensione del rapporto di lavoro per le aziende che non rientrano nelle prestazioni ordinarie, CIGO e assegno ordinario garantito dal FIS o dai Fondi.

Con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, privi della CIG ordinaria, le Regioni e Province autonome riconoscono il ricorso fino a 9 settimane di cassa integrazione in deroga.

 La norma include tra i beneficiari anche quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi e la tutela è estesa anche al personale dei datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, tranne quelli del lavoro domestico.

Ai lavoratori, oltre all’integrazione salariale d’importo pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro perse, è riconosciuta anche la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.

MODALITÀ OPERATIVE

Il datore di lavoro richiedente la CIGD per i propri dipendenti è chiamato ad inviare all’INPS il modello “SR41” solo successivamente al provvedimento di autorizzazione emanato dall’Istituto previdenziale per la domanda già approvata dalle Regioni.

Il decreto “Cura Italia” prevede:

  • che le domande di accesso alla prestazione devono essere presentate alle Regioni e alle Province autonome interessate, le quali ne effettueranno l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione e verificheranno la sussistenza dei requisiti di legge. Successivamente trasmetteranno all’INPS i relativi decreti con la lista dei beneficiari inseriti nelle domande aziendali;
  • che – in relazione alla documentazione prevista per la domanda di anticipazione della CIGD del lavoratore alla Banca -, non è prevista la presentazione del modello “SR41” bensì l’impegno ad indicare in esso, irrevocabilmente, la modalità di accredito sul conto corrente, fornendo alla Banca copia dell’attestazione del datore di lavoro di aver provveduto ad inserire tale indicazione nelle comunicazioni inviate telematicamente all’INPS. Tale impegno è inserito in una lettera sottoscritta dal richiedente l’anticipazione, da inviare all’INPS, al proprio datore di lavoro ed alla Banca, la quale può ritenere sufficiente che tale impegno sia contenuto in una dichiarazione controfirmata dal datore di lavoro.

L’ABI precisa che le indicazioni di carattere operativo relative ai versamenti da parte dell’INPS tramite bonifico, specificate nella lettera circolare del 16 aprile, riguardano in particolare le prestazioni di sostegno al reddito CIGO, CIGDCIGS e quelle fornite dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS).

I versamenti verranno effettuati ex post con cadenza mensile.

Lascia un commento