ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE È LEGGE: ECCO LE NOVITÀ

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE È LEGGE: ECCO LE NOVITÀ

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE È LEGGE: ECCO LE NOVITÀ

L’assegno unico e universale, che ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato, sarà il beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figli a carico, secondo criteri di universalità e progressività

Si conclude l’iter parlamentare della legge delega destinata all’istituzione dell’assegno unico e universale, il nuovo strumento di sostegno alle famiglie che riordinerà la disciplina delle misure vigenti in favore della natalità, della genitorialità e per promuovere l’occupazione, in particolare femminile.

La misura consiste in un contributo mensile, fruibile anche come credito d’imposta, di cui le famiglie potranno beneficiare per ciascun figlio da 0 fino ai 21 anni di età; in caso di maggiore età, l’assegno potrà essere erogato direttamente ai figli.

1. AMBITO DI APPLICAZIONE

L’assegno sarà destinato a tutte le famiglie, compresi i lavoratori autonomi finora esclusi. In particolare, potranno riceve l’assegno unico i nuclei familiari composti da lavoratori subordinati, lavoratori autonomi, percettori di misure di sostegno al reddito.

2. MISURA

L’ammontare dell’assegno sarà modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata dall’ISEE e tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare; la percezione dell’assegno è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.

L’assegno spettante al nucleo familiare viene ripartito in pari misura tra i genitori o assegnato a chi esercita la responsabilità genitoriale; in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.

Nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno, in mancanza di accordo, è ripartito in pari misura tra i genitori.

3. EROGAZIONE

L’assegno è concesso nella forma di credito d’imposta o di erogazione mensile di una somma in denaro ed è pienamente compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni.

L’assegno mensile è riconosciuto mensilmente:

  • per ciascun figlio minorenne a carico, a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
  • per i figli successivi al secondo, all’importo dell’assegno viene applicata una maggiorazione;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, in caso di frequenza di un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale, purché registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro o in corso di svolgimento del servizio civile universale.

È previsto inoltre il riconoscimento dell’assegno mensile:

  • di importo maggiorato a favore delle madri di età inferiore a 21 anni;
  • di importo maggiorato in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50% per ciascun figlio con disabilità, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni della condizione di disabilità;
  • senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

4. REQUISITI

Il richiedente l’assegno deve:

  1. essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  2. essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  3. essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  4. essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

5. MISURE SOPPRESSE

L’erogazione dell’assegno unico porta con sé la soppressione delle seguenti misure:

  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • assegno di natalità;
  • premio alla nascita;
  • fondo di sostegno alla natalità;–
  • detrazioni fiscali ex TUIR;–
  • assegno per il nucleo familiare.

Lascia un commento