AUMENTI PENSIONI 2023: GLI IMPORTI AGGIORNATI

AUMENTI PENSIONI 2023: GLI IMPORTI AGGIORNATI

AUMENTI PENSIONI 2023: GLI IMPORTI AGGIORNATI

Con l’approvazione della legge di bilancio, c’è finalmente il quadro ufficiale di tutti gli aumenti e le rivalutazioni per le pensioni, alcuni prenderanno il via da gennaio, per altri invece, bisognerà attendere febbraio o addirittura marzo.

La legge di bilancio ha trovato approvazione definitiva al senato e, tra le misure confermate, c’è anche il nuovo sistema di rivalutazione delle pensioni che prenderà il via dal 2023. Dal prossimo anno le pensioni saranno rivalutate rispetto al tasso di inflazione del 7,3% rispetto al valore definitivo della pensione del mese di dicembre 2022. Però, questo 7,3% non sarà applicato a tutti, ma viene ripartito diversamente in base all’importo delle pensioni.

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Però attenzione, perché anche se questi importi dovrebbero essere validi dalla pensione di gennaio 2023, in realtà non è così. INPS ha recentemente fatto sapere che per gennaio troveranno la perequazione completa solo le pensioni fino a circa 2.100 euro. Questo perché i lavori sulla legge di bilancio non erano ancora completi. Quindi, INPS provvederà a effettuare i dovuti conguagli nelle prossime rate di pensione. La stessa cosa dovrebbe valere anche per tutto il discorso dell’anticipo del 2% da ottobre 2022 del decreto aiuti bis.

In base alla rivalutazione del 7,3%, la legge di bilancio ha stabilito, per le pensioni fino al trattamento minimo INPS, un ulteriore indice di rivalutazione che cambia in base all’età. Fino a 75 anni, la rivalutazione aggiuntiva è dell’1,5%, questo vuol dire che una pensione di 525 euro nel 2022 dovrebbe arrivare fino a 572,2 lordi euro circa. Poi c’è anche un altro aumento, che però riguarda una fascia molto specifica di pensionati al minimo, cioè quelli che hanno almeno 75 anni e l’aumento è valido solo per il 2023. Si tratta di una rivalutazione del 6,4%, invece che dell’ 1,5%, che quindi, sempre per fare un esempio, porterebbe una pensione minima fino a quasi 600 euro lordi. Gli incrementi aggiuntivi dell’1,5% e 6,4% non saranno presi in considerazione per il 2023 rispetto ai limiti reddituali per il riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito.

La seconda fascia di rivalutazione riguarda le pensioni che vanno dal trattamento minimo INPS fino a 4 volte il trattamento minimo dello scorso anno, quindi le persone che nel 2022 ricevevano una pensione tra 525,39 euro fino a circa 2.101,53 euro. Per queste pensioni la rivalutazione è del 7,3% piena e INPS dovrebbe aver già completato l’operazione di rivalutazione sulla rata di gennaio 2023. Ad esempio, una persona che nel 2022 prendeva 1.000 euro lordi, dovrebbe ricevere circa 1.073 euro lordi.

Il terzo scaglione di riferimento va dalle 4 alle 5 volte il trattamento minimo, cioè quelle persone che ricevevano nel 2022 una pensione lorda tra i 2.101,53 e 2.626,90 euro. In questo caso, la percentuale della rivalutazione applicata è all’85% del 7,3%. Per fare un esempio, una persona che nel 2022 prendeva 2.500 euro lordi di pensione, nel 2023 dovrebbe riceverne circa 2.655 lordi con un aumento di circa 155 euro .

I trattamenti tra 5 e 6 volte il minimo riguardano le pensioni che nel 2022 andavano tra i 2.626 e 3.125 euro. Per queste pensioni è confermata la rivalutazione del 53% rispetto al 7,3%. Ad esempio, una pensione lorda di 3.000 euro nel 2022 si troverà nel 2023 un importo di 3.116,07 euro lordi.

Rivalutazione delle pensioni tra le 6 e 8 volte il minimo, quindi, quelle pensioni che nel 2022 ricevevano tra i 3.125,29 euro e 4.203,04 euro, per cui l’indice della perequazione scende al 47% del 7,3%. Ad esempio, una pensione di 4.000 euro lordi nel 2022 si troverà a ricevere, nel 2023, 4.137 euro, con un aumento lordo di 137,24 euro.

Penultima fascia di rivalutazione, tra le 8 e le 10 volte il trattamento minimo, quindi pensioni che nel 2022 si trovavano tra le 4.203,05 euro e le 5.253,80 euro lordi, per cui l’indice di perequazione sarà del 37% del 7,3%. Ad esempio, una pensione di 5.000 euro lordi nel 2022, dovrebbe ricevere nel 2023, circa 5.135 euro lordi, con un aumento di circa 135 euro.

Ultima fascia di rivalutazione, le cosiddette pensioni d’oro, cioè quelle che nel 2022 andavano da 5.253,81 a salire, l’indice di perequazione viene fissato al 32% del 7,3%. Ad esempio, una pensione di 6.000 euro a nel 2022, troverà nel 2023 un aumento 6.140 euro lordi nel 2023.

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