ISEE ORDINARIO 2023: RDC FA REDDITO?

ISEE ORDINARIO 2023: RDC FA REDDITO?

ISEE ORDINARIO 2023: RDC FA REDDITO?

Dopo aver aggiornato l’ISEE 2023, tanti percettori RdC si sono trovati un valore dell’indicatore più alto, proprio per via dello stesso RdC ricevuto in passato e, quindi, si chiedono se continueranno a ricevere RdC o se avranno una ricarica più bassa.

Per legge, il Reddito di Cittadinanza del 2023 non sarà influenzato dal RdC ricevuto nel 2021 e che ora è nell’ISEE ordinario 2023. Questo non vuol dire che non possano esserci dei cambiamenti. Se ci saranno, questi non dipenderanno dallo stesso RdC, ma da altri aspetti, come la variazione dei redditi o l’aumento dei trattamenti assistenziali legati alla rivalutazione delle pensioni.

L’aggiornamento dell’ISEE è fondamentale per il Reddito di Cittadinanza in quanto è lo strumento che permette a INPS di controllare se si è in possesso di alcuni dei numerosi requisiti richiesti per legge. Uno di questi requisiti è proprio il valore dell’ISEE che non deve essere più alto di 9.360 euro. Un altro requisito è quello del limite del reddito familiare, che serve anche per il calcolo della ricarica, perché l’importo della ricarica RdC non si basa sul valore assoluto dell’ISEE, ma sul reddito familiare e sull’eventuale mutuo o affitto. In linea di principio, il Reddito di Cittadinanza è una prestazione esente IRPEF che per legge, come altre prestazioni assistenziali, deve rientrare nel reddito familiare ai fini ISEE. Quindi, il fatto che nell’ISEE 2023 troviamo RdC del 2021 è di per sé corretto. Però, la stessa legge fondativa del Reddito di Cittadinanza, il Decreto 4/2019 con tutte le successive modifiche, aveva già previsto che per verificare il rispetto del requisito ISEE, dall’indicatore deve essere sottratta la quota di RdC ricevuta in passato e che è, adesso nell’ISEE, rapportata alla scala di equivalenza del nucleo familiare.

Di conseguenza, nell’ISEE 2023 c’è anche RdC ricevuto nel 2021 però, quando INPS andrà a verificare se l’ISEE ordinario 2023 rientra ancora nel limite dei 9.360 euro, non terrà conto di quelle somme di RdC ricevute nel 2021. Discorso simile per quel che riguarda il limite del reddito familiare che, oltre ad essere un requisito di accesso, è anche utile per il calcolo della ricarica. Ma attenzione, perché questo è un po’ più complesso e per alcuni potrebbe interessare anche la ricarica RdC di gennaio 2023.

Il reddito familiare ai fini RdC si ricava allo stesso modo di quello per l’ISEE, ma con una modifica “temporale”. Nel reddito familiare rientrano i redditi da lavoro, la NASPI, ma anche i trattamenti assistenziali, ad esempio, la Carta Acquisti, l’Assegno e la Pensione Sociale, le relative maggiorazioni sociali, la quattordicesima e, dallo scorso anno, l’incremento al milione dell’invalidità civile. Tuttavia, sempre secondo la disciplina RdC, la ricarica non deve prendere in considerazione le prestazioni assistenziali ricevute in passato, compreso RdC, e che ora sono sull’ISEE ordinario, ma quelle che si ricevono contemporaneamente a RdC, cioè nello stesso anno.

Questo sistema dovrebbe aiutare a determinare meglio l’effettiva situazione attuale del nucleo familiare. Quindi, quando INPS andrà a elaborare la ricarica RdC del 2023, vedrà quali prestazioni si ricevevano in passato e andrà a controllare se e quali di queste prestazioni si ricevono ancora nel 2023, perché saranno quelle di quest’anno a fare “cumulo” per RdC. Ad esempio: se nel 2021, oltre RdC, si riceveva anche l’assegno sociale, ma nel 2023 non si riceve più, INPS non terrà conto di nessuna delle due prestazioni per il requisito del reddito familiare e per il calcolo della ricarica. Però, se nel 2021 si riceveva l’assegno sociale e lo si riceve anche nel 2023, per il calcolo del reddito familiare e della ricarica RdC, INPS non utilizzerà l’importo di assegno sociale del 2021, ma andrà a prendere l’importo relativo al 2023.

Diversi trattamenti pensionistici hanno subito, da gennaio di quest’anno, un aumento dell’importo per via della rivalutazione del 7,3%. Al contrario, RdC non viene rivalutato ogni anno, ma ha degli importi di riferimento fissi che non cambiano col tempo. Di conseguenza, all’aumentare dell’importo delle prestazioni che fanno cumulo con RdC, come ad esempio il già citato assegno sociale, la quota di RdC potrebbe essere più bassa. Mentre, se il reddito familiare tra tutte le varie prestazioni risulta più alto del limite, RdC potrebbe decadere.
Infine, se il reddito familiare così calcolato risulta più basso, allora RdC potrebbe aumentare.

In conclusione, il Reddito di Cittadinanza del 2023 non sarà influenzato dal RdC del 2021 e che ora è nell’ISEE ordinario 2023. Però, non è detto che non possano esserci modifiche e, se ci saranno, queste non dipenderanno dallo stesso RdC, ma da altri aspetti, come la variazione dei redditi o l’aumento dei trattamenti assistenziali legati alla rivalutazione delle pensioni.

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