DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2022: LA DETRAZIONE DEI SERVIZI DI INTERPRETARIATO PER LE PERSONE AFFETTE DA SORDITÀ

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2022: LA DETRAZIONE DEI SERVIZI DI INTERPRETARIATO PER LE PERSONE AFFETTE DA SORDITÀ

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2022: LA DETRAZIONE DEI SERVIZI DI INTERPRETARIATO PER LE PERSONE AFFETTE DA SORDITÀ

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2022: LA DETRAZIONE DEI SERVIZI DI INTERPRETARIATO PER LE PERSONE AFFETTE DA SORDITÀ

Le spese sostenute nel 2021 per i servizi di interpretariato per le persone affette da sordità, sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi 2022 nella misura del 19%.

Chiariamo subito che si tratta di una agevolazione destinata ai soggetti minorati sensoriali dell’udito, affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che ha, di conseguenza, compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. Tuttavia, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate, la detrazione non spetta per i servizi resi ai soggetti affetti da sordità di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. 

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Per fruire della detrazione i soggetti interessati devono essere in possesso delle certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato, della certificazione che attesta l’handicap ed è anche ammessa l’autocertificazione che dimostra il possesso della documentazione per il riconoscimento della sussistenza delle condizioni personali di disabilità. La detrazione per servizi di interpretariato spetta per intero ai titolari di reddito complessivo fino a 120 mila euro; superato questo limite la detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 240 mila euro.

Non essendoci un limite di spesa, la detrazione può essere calcolata sull’intero costo sostenuto e documentato. Ovviamente, come per tutte le altre tipologie di detrazione, è necessario che la spesa sia sostenuta attraverso sistemi di pagamento tracciabili. L’uso di questi sistemi può essere dimostrato con la fattura, la ricevuta fiscale o il documento commerciale da parte del percettore delle somme che effettua la prestazione di servizio. In alternativa, basta fornire la prova cartacea della transazione (come ad esempio la copia del bollettino postale o la ricevuta del versamento bancario).

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