DECRETO RISTORI TER E NUOVI BUONI SPESA: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

DECRETO RISTORI TER E NUOVI BUONI SPESA: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

DECRETO RISTORI TER E NUOVI BUONI SPESA: ECCO COSA BISOGNA SAPERE

Il decreto Ristori ter reintroduce il buono spesa nato a inizio emergenza Covid, attraverso un finanziamento di 400 milioni di euro; le risorse in questione serviranno ai Comuni per elargire il buono spesa alle famiglie in maggiore difficoltà.

Le modalità con cui saranno distribuiti i fondi per i nuovi buoni spesa fanno riferimento alle vecchie ordinanze della Protezione Civile e seguiranno, quindi, due criteri di ripartizione:

  • una in base alla popolazione del comune,
  • l’altra in base al reddito medio degli abitanti.

REQUISITI E BENEFICIARI

Per il buono spesa riservato alle famiglie i requisiti sono gli stessi adottati a inizio emergenza dai Comuni: quindi, sarà l’amministrazione locale, sulla base della nota di indirizzo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) dello scorso marzo, a definire i criteri di attribuzione del buono spesa e gli aventi diritto.

L’Associazione fornisce anche altre indicazioni circa i criteri per l’individuazione dei requisiti per ottenere il buono spesa; nella nota, infatti, si legge che l’ufficio darà priorità ai non assegnatari di sostegno pubblico, quindi RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale. Ciò non esclude che le risorse possano essere attribuite anche a percettori di altre forme di sostegno pubblico al reddito, ma nell’attribuzione del contributo dovrà darsi priorità a chi tale sostegno non lo riceve.

MODALITÀ DI UTILIZZO

I Comuni possono decidere di elargire:

  1. generi alimentari o prodotti di prima necessità;
  2. buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che ciascun Comune dovrà pubblicare sul proprio sito istituzionale.

Per quanto riguarda la quest’ultima modalità bisogna specificare che:

  • per i buoni spesa possono utilizzarsi titoli legittimanti all’acquisto già in uso presso l’Ente come per i voucher sociali, o anche acquistare buoni pasto utilizzabili per il servizio sostitutivo di mensa;
  • l’individuazione degli esercizi commerciali, presso cui le famiglie possono spendere il buono, non sono standardizzate e riconoscono ai comuni massima flessibilità; possono, quindi, stipularsi convenzioni direttamente con esercizi commerciali che hanno manifestato interesse così come può procedersi con elenchi “aperti”, senza scadenza, per raccogliere adesioni da parte degli stessi.

COME OTTENERE IL BUONO

Il Decreto Ristori ter stabilisce che la modalità per poter usufruire del buono viene decisa dal Comune di residenza, il cui compito sarà quello di individuare gli aventi diritto e dovrebbe essere lo stesso Ente a mettere a disposizione dei cittadini un modulo di autocertificazione con il quale richiedere il buono spesa.

Tale modulo dovrebbe essere compilato con dati relativi, ad esempio, alla numerosità del nucleo familiare o alla specificazione di beneficiari già altre forme di sostegno in famiglia.

In ogni caso,  le famiglie interessante dovranno pertanto attendere indicazioni dal proprio Sindaco.