SECONDA RATA IMU: CANCELLATA DAL DECRETO RISTORI

SECONDA RATA IMU: CANCELLATA DAL DECRETO RISTORI

SECONDA RATA IMU: CANCELLATA DAL DECRETO RISTORI

Non è dovuta la seconda rata dell’Imu 2020, in scadenza il prossimo 16 dicembre, per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività interessate dalle misure restrittive di sospensione o di limitazione dell’esercizio disposte, con il Dpcm 24 ottobre 2020, a seguito dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria.

L’articolo 9 del Dl 137/2020 prevede  che non sia dovuta la seconda rata dell’Imu 2020, in scadenza il prossimo 16 dicembre, per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività interessate dalle misure restrittive di sospensione o di limitazione dell’esercizio disposte, con il Dpcm 24 ottobre 2020, a seguito dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria.

Le attività in questione sono elencate in maniera dettagliata nell’allegato 1 del Decreto Ristori e riguardano i settori:

  • della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande (bar, pasticcerie, gelaterie, ristoranti),
  • della ricettività alberghiera,
  • del turismo,
  • dello sport,
  • del benessere fisico (piscine, palestre), dello spettacolo,
  • della cultura,
  • dell’organizzazione di fiere e altri eventi;

l’agevolazione, però, spetta soltanto se c’è coincidenza tra proprietario dell’immobile e gestore dell’attività che in esso viene esercitata.

La nuova agevolazione si aggiunge all’esenzione dal pagamento della seconda rata dell’Imu per le strutture dei settori turismo e spettacolo disposta dal decreto “Agosto”, il quale ha previsto che non si dovesse versare il tributo per:

  • gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, gli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività lì esercitate
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni
  • gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, purché ci sia corrispondenza tra relativo proprietario e gestore dell’attività (per tale tipologia di immobili, tra l’altro, l’esenzione dall’Imu è prevista anche per gli anni 2021 e 2022, previa autorizzazione della Commissione europea)
  • gli immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, sempreché proprietario e gestore coincidano.