AGENZIA DELLE ENTRATE: CHIARIMENTI SU “CURA ITALIA” E “LIQUIDITÀ”

AGENZIA DELLE ENTRATE: CHIARIMENTI SU “CURA ITALIA” E “LIQUIDITÀ”

AGENZIA DELLE ENTRATE: CHIARIMENTI SU “CURA ITALIA” E “LIQUIDITÀ”

Numerosi gli ulteriori chiarimenti che l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 11/E del 6 maggio 2020, fornisce sulle misure adottate per l’emergenza epidemiologica dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità imprese”.

MASCHERINE DETRAIBILI

Fra i quesiti sottoposti al vaglio dell’Agenzia, quello relativo alla detrazione delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e, in particolare, delle mascherine di protezione (detrazione spettante nella misura del 19% della parte che eccede i 129,11 euro).
La circolare ricorda in primo luogo che per l’individuazione delle spese sanitarie detraibili è possibile consultare l’apposito elenco nel sistema “Banca dati dei dispositivi medici” pubblicato sul sito del ministero della Salute.

Ai fini della detraibilità occorre verificare se la singola tipologia di mascherina protettiva rientri fra i dispositivi medici individuati dal ministero.

In linea generale, per fruire della detrazione è necessario che dalla certificazione fiscale (scontrino o fattura) risulti chiaramente:

  • il soggetto che sostiene la spesa,
  • la descrizione del prodotto acquistato, non potendo essere considerati validi i documenti fiscali che riportino semplicemente l’indicazione “dispositivo medico”.

La natura del prodotto, come dispositivo medico, può essere identificata anche mediante le codifiche utilizzate per trasmettere i dati al Sistema tessera sanitaria, come il codice AD; in questo caso, ai fini della detrazione non è necessario che sia riportata anche la marcatura Ce.
Tali spese, infine, sono detraibili anche se i dispositivi non sono acquistati in farmacia, a patto che risultino soddisfatte le condizioni indicate.

DONAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE

Le erogazioni liberali in denaro nei confronti del dipartimento della Protezione civile per l’emergenza Covid-19, ai fini della detraibilità, devono essere effettuate con:

  • versamento bancario o postale,
  • tramite carte di debito,
  • carte di credito,
  • carte prepagate,
  • assegni bancari e circolari.

La detrazione non spetta, quindi, solo nel caso in cui siano effettuate in contanti.
Per la detrazione è sufficiente che dalle ricevute del versamento bancario o postale o dall’estratto conto della società che gestisce la carta di credito, la carta di debito o la carta prepagata risulti che il versamento sia stato effettuato su uno dei conti correnti dedicati all’emergenza epidemiologica Covid-19.

Per quanto riguarda, invece, le erogazioni in denaro al dipartimento della Protezione Civile per il tramite piattaforme di crowdfunding (nonché quelle eseguite per il tramite degli enti di cui all’articolo 27 della legge n. 133/1999) i contribuenti devono essere in possesso anche della ricevuta del versamento o della ricevuta attestante l’operazione effettuata su piattaforme dalla quale emerga che la donazione è stata versata sui conti correnti bancari dedicati all’emergenza Covid-19.

LE SOSPENSIONI

Tra gli adempimenti in stop, che possono essere effettuati entro il 30 giugno 2020, rientrano.

  • la presentazione della dichiarazione annuale Iva,
  •  la presentazione del modello Tr,
  •  la presentazione della comunicazione della liquidazione periodica Iva (Lipe) del primo trimestre 2020,
  • la presentazione dell’esterometro del primo trimestre 2020.

L’Agenzia precisa che in assenza della presentazione della dichiarazione Iva o del modello Tr, gli uffici non potranno procedere al rimborso dell’Iva a credito, annuale o trimestrale, ed è precluso l’utilizzo in compensazione del credito Iva, annuale in misura superiore a 5mila euro, o trimestrale, che può essere effettuato, ricorrendone le altre condizioni, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello da cui il credito emerge.
Gli adempimenti sospesi includono anche la presentazione del modello Intra 12 e del modello Eas.

Slitta dal 31 maggio al 30 giugno 2020 anche la denuncia annuale da parte degli assicuratori dell’ammontare complessivo dei premi e degli accessori incassati, ai fini del calcolo dell’imposta sulle assicurazioni.

Sempre rinvio della scadenza al 30 giugno sia per il controllo periodico del repertorio dei notai che per la dichiarazione di banche e altri enti ai fini dell’imposta sui finanziamenti, anche nel caso in cui la dichiarazione stessa sia presentata da un soggetto estero tramite il proprio rappresentante fiscale in Italia. Sospeso infine l’obbligo di denuncia di eventi successivi alla registrazione di un atto.

ISTANZE DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE

L’Agenzia conferma che per le istanze di accertamento con adesione presentate a seguito della notifica di un avviso di accertamento, alla sospensione per l’impugnazione dal 9 marzo al 15 aprile prevista dall’articolo 83 del Dl “Cura Italia”, estesa poi fino all’11 maggio dal Dl “Liquidità imprese”, si sommano sia il termine di sospensione di 90 giorni prevista nel procedimento di adesione e sia la sospensione del periodo feriale nel caso in cui il termine del ricorso ricadesse tra il 1° e il 31 agosto.

BONUS LAVORATORI DIPENDENTI

Fermo restando che, come già indicato nella circolare n. 8/2020, per il calcolo del limite reddituale di 40mila euro, bisogna tenere conto dei redditi di lavoro dipendente conseguiti nel 2019, l’Agenzia chiarisce i criteri di determinazione della predetta soglia nel caso in cui il lavoratore fruisca dell’agevolazione fiscale per il rientro in Italia dei ricercatori residenti all’estero o per i lavoratori impatriati.

Poiché la norma prevede un premio di 100 euro per i lavoratori dipendenti che “possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro”, l’Agenzia ritiene che per calcolare tale limite, occorre considerare i redditi effettivamente percepiti dal lavoratore, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso fruisca dell’agevolazione fiscale che gli consente di far concorrere a tassazione un reddito ridotto.

Riguardo invece i lavoratori dipendenti, residenti in Italia che prestano l’attività lavorativa all’estero, questi non potranno fruire del bonus di 100 euro. L’Agenzia, infatti, ricordando che l’agevolazione fa parte del decreto “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, emanate in ragione della situazione epidemiologica riscontrata nel nostro Paese, ritiene che il sostituto d’imposta italiano non possa erogare il bonus ai propri dipendenti che svolgono l’attività lavorativa all’estero.

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