COVID-19 FASE 2: USCITE SCAGLIONATE PER FASCE D’ETÀ

COVID-19 FASE 2: USCITE SCAGLIONATE PER FASCE D’ETÀ

COVID-19 FASE 2: USCITE SCAGLIONATE PER FASCE D’ETÀ

Per la pianificazione della Fase 2 il Governo ha ipotizzato la possibilità di scaglionare le uscite delle persone in base alla fascia d’età. Gli over 70, probabilmente, saranno gli ultimi a potersi muovere da casa.

Mentre ripartono alcune filiere produttive ed esercizi commerciali, anche se a macchia di leopardo, si pensa anche alla fine del lockdown, ipotizzando le diverse modalità attraverso cui sarebbe più cauto agire.

Il prossimo 4 maggio, ha detto il presidente Conte, si allenteranno le misure di restrizione della libertà personale e si procederà, sempre gradualmente, alla riapertura di negozi e uffici.

Il passo successivo sarà quello più delicato perché potrebbe causare un ritorno alle attuali condizioni; non prestando la giusta attenzione o commettendo errori si rischia di vanificare tutti i provvedimenti messi in atto fino a questo momento.

Ciò che si rende necessario affinché possa essere attuata la tanto attesa Fase 2 sarà il raggiungimento di un “indice R0” – ossia il valore di replicabilità del virus, prossimo allo zero – in modo da poter scongiurare le possibilità di contagio, adottando tutte le misure necessarie per limitare la nascita di nuovi focolai.

Quindi, la parola d’ordine sarà “gradualità”, come afferma anche il virologo Fabrizio Pregliasco, per cui sarà opportuno prevedere delle tempistiche differenziate per il ritorno ad una normale vita sociale anche all’esterno delle proprie abitazioni, facendo particolare attenzione alle persone anziane e a quelle deboli, che necessitano di una protezione speciale.

USCITE PER FASCE D’ETÀ. MAGGIORI CAUTELE PER GLI OVER 70.

Durante l’attuazione della Fase 2 le fasce di popolazione più giovane saranno le prime a poter uscire senza limitazioni, mentre potranno essere previsti maggiori controlli per gli over 70, soprattutto quelli con una o due patologie croniche: “Per loro — spiega  sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa al Corriere della Sera — dobbiamo prevedere un programma particolare, percorsi che ci consentano di proteggerli dal contagio quando i più giovani ricominceranno a circolare. Però mettendoli anche al riparo dall’afa e dall’isolamento che può avere effetti devastanti a livello psicologico. E dunque un vero e proprio piano di interventi”.

Trattandosi delle fascia di popolazione più debole e maggiormente a rischio, saranno loro i “sorvegliati speciali” durante la successiva fase dell’epidemia; infatti, i dati sulla mortalità del Covid-19 ( aggiornati al 13 aprile) confermano che su 18.641 vittime, 13.408 avevano tra i 70 e i 90 anni, di questi 5.874 tra i 70 e gli 80 anni.

Dunque, necessario mettere a riparo le persone più anziane, non solo dalla pericolosità del contagio in relazione alla vita all’esterno, ma anche dalla possibilità di contrarre il virus attraverso familiari asintomatici.

E’ stato constatato, infatti, che la causa di infezione spesso è stata rappresentata da contatti con parenti o conoscenti più giovani risultati asintomatici o con sintomi lievi, per questo motivo per le persone anziane sarà necessario adottare delle politiche che prevedono una maggiore cautela e un ritorno alla normalità più lento che segua anche dei percorsi differenziati per gli spostamenti.

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