TREDICESIMA: GLI EFFETTI DELLA CIG CAUSALE COVID-19

TREDICESIMA: GLI EFFETTI DELLA CIG CAUSALE COVID-19

TREDICESIMA: GLI EFFETTI DELLA CIG CAUSALE COVID-19

Il mese di dicembre coincide con il periodo di paga entro il quale ai lavoratori dipendenti è riconosciuto il diritto di percepire la tredicesima mensilità maturata durante l’anno in corso, in base a quanto disposto dal contratto nazionale di categoria e/o dagli accordi sindacali.

MATURAZIONE RATEI

La tredicesima mensilità è uno degli elementi che compongono la retribuzione differita che il lavoratore matura nel corso dell’anno e percepisce una sola volta, normalmente, nell’arco dei 12 mesi.

Il periodo di maturazione coincide con l’anno solare e la retribuzione da tenere a base di riferimento per il calcolo è quella da erogare al 31 dicembre di ogni anno, ovvero all’ultimo giorno di servizio, in questo modo

  • retribuzione fissa mensile: la tredicesima mensilità corrisponde ad una mensilità di retribuzione;
  • retribuzione oraria: la gratifica natalizia si calcola moltiplicando la retribuzione oraria per il numero medio di ore mensili.

In caso di rapporto di lavoro intercorso per un periodo inferiore all’anno, l’ammontare sarà riproporzionato a dodicesimi in base alla data di assunzione o di cessazione del rapporto di lavoro;
in caso di rapporto di lavoro part-time, il lavoratore maturerà la gratifica natalizia in proporzione all’orario di lavoro svolto.

La tredicesima matura anche durante il periodo di prova e di preavviso e in caso di assenze retribuite totalmente a carico del datore di lavoro, quali ad esempio i periodi di carenza per malattia, ferie, festività e di fruizione dei permessi retribuiti.

Quando invece le assenze derivano da un’astensione obbligatoria per maternità, malattia o infortunio, il diritto alla mensilità aggiuntiva matura ma resta a carico degli istituti previdenziali e assistenziali che erogano le competenze a loro carico.

Qualora poi il datore di lavoro sia obbligato dal contratto collettivo ad integrare quanto anticipato per conto degli istituti previdenziali o assistenziali, la mensilità aggiuntiva va corrisposta fino a garantire la retribuzione netta che sarebbe spettata in caso di effettiva prestazione di lavoro.

TRATTAMENTO FISCALE E PREVIDENZIALE

La tredicesima mensilità costituisce imponibile previdenziale del mese in cui viene erogata, secondo le regole ordinarie, in materia di contribuzione sia INPS che INAIL.

Sotto il profilo fiscale, l’importo erogato concorre alla formazione della base imponibile ma l’imposta sui redditi delle persone fisiche si applica autonomamente sull’importo erogato, al netto dei contributi di assistenza e di previdenza, e non in cumulo con la normale retribuzione mensile, utilizzando le aliquote per scaglioni di reddito in vigore nell’anno di corresponsione (principio di cassa) e senza applicare le detrazioni per lavoro dipendente o familiari a carico, salvo poi il conguaglio di fine anno da operarsi sulla totalità delle retribuzioni corrisposte.

MATURAZIONE DURANTE CIG COVID-19

Nel caso in cui il datore di lavoro sia ricorso alla cassa integrazione Covid-19, il calcolo della mensilità aggiuntiva è differente a seconda che si tratti di sospensione a zero ore o ad orario ridotto.

A) CIG a zero ore: l’indennità che viene corrisposta dall’INPS o dagli altri enti preposti è comprensiva anche della quota di retribuzione relativa alla tredicesima mensilità per tutte le ore in cui il lavoratore è posto in CIG. Dunque non è prevista la maturazione di alcun rateo di retribuzione differita.

B) CIG a orario ridotto: nel caso in cui cassa integrazione comporti solo una riduzione dell’orario di lavoro, in tali periodi maturano due quote di tredicesima:

  1. quella relativa alle ore effettivamente prestate e a quelle di eventuali assenze tutelate (malattia, infortunio, ecc.);
  2. quella riferita alle ore non lavorate che, per effetto della riduzione d’orario, beneficia della parziale integrazione salariale.

In questo caso il datore di lavoro dovrà:

  • verificare l’importo spettante al lavoratore calcolato all’80% della retribuzione e raffrontarlo con i massimali previsti ogni anno per legge dall’INPS;
  • calcolare i ratei delle mensilità aggiuntive maturati nel periodo di GIG o CIGS, che restano a carico dell’INPS;
  • se l’80% della retribuzione ordinaria supera il massimale orario di integrazione, dovrà essere corrisposto il massimale orario per ogni ora di intervento di CIG/CIGS, non essendoci spazio per l’integrazione salariale relativa alle mensilità aggiuntive;
  • se il massimale non viene raggiunto, oltre alla quota calcolata, andrà corrisposta anche una parte delle mensilità aggiuntive fino al limite del massimale stabilito.